Spaccio a Milano per il clan Gionta. Preso l?imprenditore amico dei vip

Spaccio a Milano per il clan Gionta. Preso l?imprenditore amico dei vip


Nei salotti vip di Milano lo conoscevano come un emigrante di successo. Un imprenditore napoletano che era riuscito a scalare la vetta, costruendo la sua fortuna mattone su mattone. Negli uffici della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano era invece noto come uno dei soci di Domenico Balzano, il narcos-emigrante che con la sua Ferrari consegnava la droga del clan Gionta di Torre Annunziata nei salotti della Milano da bere. E’ la storia di Salvatore Lieto, imprenditore napoletano di 49 anni. Venerdì è stato arrestato dai carabinieri della sezione “Catturandi” del comando provinciale di Milano in quanto destinatario di un provvedimento cautelare che fa seguito a una condanna definitiva a 3 anni e 6 mesi di carcere per droga. Il verdetto era arrivato a settembre, ma Lieto era riuscito a sfuggire all’arresto. Vagando tra alberghi e case di amici. Cambiava spesso cellulare per non essere intercettato. Ma alla fine è stato bloccato in via Larga, a due passi dal Duomo di Milano. Aveva un appuntamento con il commercialista, ma è finito in manette. 

L’inchiesta 

Il nome di Lieto finì al centro di una maxi-inchiesta che tra il 2010 e il 2012 fece luce sugli interessi criminali del clan Gionta in Lombardia. Interessi incentrati, in particolare, sull’attività di spaccio degli stupefacenti. Il referente dei boss di Palazzo Fienga sarebbe stato Domenico Balzano, l’uomo che materialmente avrebbe rifornito i clienti vip che si rivolgevano ai narcos dei Gionta. A bordo di una Ferrari fiammante, il 40enne distribuiva dosi di cocaina a imprenditori e personaggi del mondo dello spettacolo. Su e giù tra via Monte Napoleone e il Quadrilatero della moda. Un pusher in giacca a cravatta che faceva parte – questa la tesi degli inquirenti – di un sistema nel quale erano entrati personaggi di spicco dell’economia milanese. Al punto che nell’inchiesta vennero coinvolte 16 persone, tra cui anche alcuni insospettabili imprenditori. Tra questi Salvatore Lieto, titolare di una ditta edile in rapporti con alcuni dei più importanti gruppi commerciali della moda mondiale. Mattone su mattone, Lieto ha costruito un piccolo impero. Un “palazzinaro” di alto borgo che però aveva amicizie pericolose. 

Gli amici e gli amori vip 

Secondo le accuse, infatti, Lieto avrebbe avuto un ruolo nell’attività di spaccio legata al sistema dei Gionta e condotta da Balzano&company. L’imprenditore – secondo quanto emerso dal processo e dalle indagini dei carabinieri – era vicino a Balzano, al punto da essere considerato, a sua volta, una pedina dello scacchiere costruito dal clan dei Valentini. Un’attività collaterale che – secondo le stime degli inquirenti – sarebbe valsa agli indagati un incasso da 300.000 euro al mese. Ma Lieto, prima dell’arresto dei giorni scorsi, era già salito agli onori della cronaca (quella rosa). Il fascinoso imprenditore dai capelli brizzolati venne “paparazzato” – nel 2012 – in compagnia di Barbara D’Urso, la presentatrice tv napoletana che lavora per Mediaset. Le foto di Lieto assieme alla D’Urso – pubblicate da diversi giornali, tra cui “Novella 2000” – suscitarono un vespaio di polemiche. Le riviste scandalistiche ipotizzarono, infatti, anche una relazione tra l’imprenditore napoletano e l’ex attrice. Una “dolce vita” da emigrante di lusso conclusa, però, venerdì scorso. Con l’arresto a due passi dal Duomo e l’umiliazione del carcere. 


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