Torre Annunziata. Da spacciatore a chierichetto: la seconda vita del pusher

Torre Annunziata. Da spacciatore a chierichetto: la seconda vita del pusher

Da spacciatore a chierichetto: la seconda vita del pusher

Dalle estorsioni al volontariato. Dallo spaccio alla solidarietà. Dalle celle del carcere ai gradini della chiesa. L’ultima storia di riscatto e redenzione a Torre Annunziata – città di boss e macerie – porta un nome e un cognome ingombrante. Quello di Nunzio D’Acunzo, pregiudicato di 50 anni con una sfilza di precedenti penali e parentele pericolose con affiliati del clan Gionta. Dopo una condanna per spaccio ed estorsione i giudici del Tribunale di Sorveglianza di Potenza – accogliendo la richiesta del suo avvocato, Ciro Ottobre – hanno concesso a D’Acunzo la messa in prova. Il 50enne di Torre Annunziata potrà “redimersi” mettendosi al servizio degli altri all’interno di una chiesa della città. Offrendo il suo cuore e le sue mani al sacerdote e ai fedeli della parrocchia. Dalle pulizie al sostegno per gli anziani. Un’altra vita per ricominciare tutto da capo. Per mettersi alle spalle un passato pieno di ombre.

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