Soffoca fratello nel sonno, poi confessa con un sms all’amica

Soffoca fratello nel sonno, poi confessa con un sms all’amica


C’e’ probabilmente un male oscuro dietro al disperato gesto della donna che la scorsa notte ha ucciso il fratello. E’ stata la stessa Cristina Mattioda, 64 anni, a confessarlo ai carabinieri, quando questa mattina hanno suonato il campanello della bella villa di famiglia sulle colline di Castellamonte. “Mio fratello era depresso. Non poteva guarire”. E allora, con un sacchetto di plastica, nel cuore della notte, ha deciso di porre fine a quella sofferenza. E di uccidere nel sonno Mauro Mattioda, 60 anni. Che forse non si e’ accorto di nulla. E’ stata un’amica di famiglia, a cui aveva confessato l’omicidio con un sms, a dare l’allarme ai carabinieri. “Credo che a Castellamonte sia successo qualcosa di grave”, la telefonata al 112. Erano passate da poco le sette, ma la corsa dei militari per raggiungere la frazione di Spineto, localita’ Belvedere, al civico 265, e’ stata inutile. Mauro Mattioda era morto, steso sul letto, con il sacchetto di plastica in testa. La sorella e’ rimasta ore a vegliarlo se e’ vero, come hanno ipotizzato gli investigatori, che il decesso dell’uomo e’ avvenuto intorno alle quattro del mattino. Ma la ricostruzione fornita dalla donna ai carabinieri e al pm di Ivrea Lea Lamonaca che l’hanno ascoltata a lungo in caserma, e’ tutta da verificare. Cosi’ come la drammatica giustificazione del suo gesto estremo. Entrambi i fratelli, da qualche tempo, soffrivano di crisi depressive. Vivevano soli in quella villa sopra Spineto. Lui separato con due figli lontani. Lei vedova con una figlia di 26 anni. Un rapporto che, forse a causa delle rispettive solitudini, si e’ rapidamente deteriorato. Mauro Mattioda, geometra in pensione, era un uomo particolarmente riservato. La sorella, anche lei a riposo dal lavoro gia’ da qualche anno, aveva insegnato per decenni inglese all’istituto 25 Aprile di Cuorgne’, dove aveva anche conosciuto quello che poi sarebbe diventato il marito. Persone educate, molto religiose ma schive, tanto che avevano scelto di abitare in quella villa isolata, alla sommita’ di una delle tante colline che si affacciano su Castellamonte. Cristina Mattioda e’ stata arrestata nel tardo pomeriggio. Dovra’ rispondere di omicidio. Il corpo del fratello e’ stato trasportato all’ospedale di Cuorgne’ a disposizione della procura di Ivrea.


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