Castellammare. Il 28enne preso al San Marco con dosi di marijuana: “Erano per la partita”

Castellammare. Il 28enne preso al San Marco con dosi di marijuana: “Erano per la partita”


Stretta dei carabinieri sulle piazze di spaccio del Cicerone e del rione Cmi, quelle che negli ultimi tempi stanno dando maggiori segnali di “effervescenza”. Fermato lunedì sera al San Marco Amedeo Iaccarino, 27enne con precedenti che è stato rilasciato con il solo obbligo di firma ieri dopo la convalida del fermo: in casa gli sono state trovate 11 dosi di marijuana già suddivise e nascoste all’interno di un vaso all’ingresso dell’appartamento. Segnalati quattro clienti beccati, invece, nella zona dei Cantieri Metallurgici. Non è un caso che proprio in questi due quartieri popolari si siano concentrati negli ultimi giorni i controlli dei carabinieri della Compagnia di Castellammare, agli ordini del maggiore Donato Pontassuglia. E’ lì che pusher e capizona si stanno allargando sempre di più, conquistando nuovi clienti e contendendoli così alle piazze “storiche” di Santa Caterina nel centro antico e tra Savorito e Moscarella nella periferia nord est di Castellammare. Su Cicerone e Cmi è stata avviata un’attenta attività investigativa i cui primi risultati sono stati registrati in questi giorni e che punta a ricostruire le nuove mappe dello spaccio in città. 

«Quella marijuana l’avevo comprata a Napoli perché di sera ci stava la partita dell’Italia e me la dovevo vedere con degli amici»- si è giustificato così Amedeo Iaccarino davanti al giudice monocratico Fernanda Iannone del Tribunale di Torre Annunziata che ha convalidato il fermo. La partita, che ha deluso tutta Italia per la mancata qualificazione ai Mondiali a causa della sconfitta con la Svezia nel doppio confronto, lui non se l’è vista. I carabinieri se l’erano portato in caserma per gli adempimenti di rito dopo il fermo. I controlli erano partiti a casa del fratello che abita poco distante, in un’altra delle palazzine popolari di piazzale Tommaso Milante. Poi la perquisizione si è spostata nella casa dove Amedeo Iaccarino vive con i genitori: lì il ragazzo ha consegnato spontaneamente la marijuana ai militari dell’Arma. Dalla perquisizione sia dell’abitazione, sia di una cantina nella sua disponibilità non è spuntato fuori null’altro: ne’ bustine di cellophane, ne’ termosaldatore, ne’ bilancino di precisione, strumenti tipici dei pusher. 


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