Festa dell’Immacolata a Torre del Greco, summit in prefettura: processione blindata

Festa dell’Immacolata a Torre del Greco, summit in prefettura: processione blindata

Festa dell'Immacolata a Torre del Greco, summit in prefettura: processione blindata

Torre del Greco. Una processione blindata. L’edizione 2017 della festa dell’Immacolata – l’appuntamento clou di ogni anno per migliaia di fedeli di Torre del Greco e non solo – si annuncia particolarmente delicata sotto il profilo organizzativo: alla luce degli incidenti registrati durante vari eventi pubblici in Italia – a partire dai tragici fatti di piazza San Carlo a Torino, in occasione della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid – e considerata la massiccia partecipazione popolare al tradizionale corteo lungo le strade della quarta città della Campania, il questore Antonio De Iesu ha chiesto la convocazione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in modo da valutare tutti gli accorgimenti da adottare per scongiurare qualsiasi inconveniente durante la sfilata del carro trionfale.

Il summit in prefettura

Il tavolo di confronto tra istituzioni politiche e religiose – alla presenza delle forze dell’ordine del territorio – si terrà in prefettura a Napoli. L’incontro dovrebbe essere utile a pianificare l’intero servizio d’ordine in vista del prossimo 8 dicembre, giorno dedicato alla processione del carro dell’Immacolata: un evento – il pensiero del questore Antonio De Jesu – capace di richiamare una moltitudine di fedeli, non solo di Torre del Greco, sia all’uscita sul sagrato della basilica di Santa Croce sia durante l’intero tragitto del corteo per l’omaggio alla Madonna. D’altronde, già lo scorso anno furono adottati particolari misure di sicurezza con apposite transenne sistemate lungo il tratto iniziale del percorso dalle scale della chiesa madre fino all’inizio di via Salvator Noto.

Cordoli e strade chiuse

Gli accorgimenti in vista dell’edizione 2017, tuttavia, dovrebbero aumentare in base alle nuove normative per le manifestazioni pubbliche. A partire dall’installazione di appositi cordoli anti-sfondamento per «blindare» la sfilata del carro trionfale in tutti i punti nevralgici del percorso. Non solo: al centro della discussione finirà l’ipotesi di chiudere le strade maggiormente affollate per l’intera durata del corteo, in modo da garantire la totale sicurezza di portatori e fedeli.

L’incognita tempo

A complicare i piani, poi, c’è l’incognita-tempo. Non solo meteorologico. Per montare e smontare gli eventuali cordoli, infatti, ci sarà inevitabilmente bisogno di diverse ore: in caso di mancata uscita del carro trionfale l’otto dicembre – un venerdì – si dovrà, dunque, valutare l’opportunità di lasciare tutto invariato per la domenica successiva (con inevitabili disagi alla circolazione ordinaria durante la giornata di sabato) oppure ripetere le operazioni a sole 48 ore di distanza.

Il percorso

L’unica certezza, al momento, resta il percorso. A dispetto delle voci circolate la scorsa settimana e rilanciate attraverso il web da qualche portatore, il tradizionale cammino del carro trionfale non dovrebbe subire variazioni di sorta. L’ufficialità arriverà solo dopo il vertice in prefettura a Napoli, ma – a oggi, come confermato dallo stesso don Giosuè Lombardo – gli unici argomenti di discussione in programma sono relativi alle misure di sicurezza e non al tragitto della processione.

twitter: @a_dortucci


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