Il Vesuvio sprofonda nel fango. Due milioni per il disastro-frane

Il Vesuvio sprofonda nel fango. Due milioni per il disastro-frane


Due milioni di euro per la riapertura di strada Matrone. Lo prevede l’emendamento alla legge di Stabilità proposto dal senatore Pietro Langella (Alleanza LiberalPopolare Autonomie- Scelta Civica), accolto dal governo e approvato ieri in Senato. Il provvedimento, firmato anche dal senatore Antonio Milo, finalizza lo stanziamento di fondi per la messa in sicurezza della storica “via delle catene”, il varco d’accesso al cono dal versante sud est del vulcano, danneggiato dagli incendi della scorsa estate e tuttora inaccessibile. C’è di che essere soddisfatti – spiega Langella – il governo ha accolto le nostre istanze. Ha capito l’importanza della nostra proposta e ha stanziato 2 milioni di euro da destinare alla completa riqualificazione del suggestivo sentiero che da Trecase e Boscotrecase si inerpica fin sopra il gran cono.

Senatore, possiamo dire che la sua battaglia per la riapertura di via Matrone è vinta?

Diciamo che c’è ancora tanto da fare, ma di sicuro dopo tante polemiche, alcune francamente inutili e strumentali, era doveroso, da parte nostra, impegnarci ancor di più per fornire al territorio quegli strumenti, anche finanziari, di cui, da tempo, gli amministratori locali lamentano l’assenza.

Cos’altro aggiungere?

Ecco, ora i fondi ci sono, i soldi sono arrivati. Ritengo che con 2 milioni di euro si possa fare molto per riaprire ‘Strada Matrone’ e colmare così il gap con Ercolano dove, ricordiamolo, la locale municipalità gestisce in comodato d’uso dalla Città metropolitana, l’ultimo tratto di strada che porta al cratere.

Nelle scorse settimane ha polemizzato e non poco con i sindaci del territorio ed il presidente del Parco del Vesuvio per i mancati interventi di monitoraggio e prevenzione su tutte le zone cosiddette “a rischio” del vulcano…

Non voglio più polemizzare. Nè con i sindaci, né con l’ente parco. Chiedevo solo di poter lavorare con gli amministratori, di sedere ad un tavolo comune, tutti quanti assieme: sindaci, Parco, Regione, Città metropolitana. Non ho puntato il dito contro nessuno, in particolare. Ma tutti ho chiamato in causa mosso solo dall’amore sconfinato che nutro per la mia terra. I miei appelli nascevano dalla voglia di trovare, in sintonia con le istituzioni locali, le giuste soluzioni per il rilancio di un territorio, il nostro, troppe volte violato, flagellato e martoriato. Invocavo un dialogo ma troppe volte, per tutta risposta, ho trovato solo ostracismo, silenzio e porte chiuse. Ora, però, è giunto il momento di dire basta alle polemiche. Si chiedevano risorse? Si lamentava l’assenza di fondi? Si invocavano ‘più soldi’? Eccoli, ora ci sono. Non bastano? Ne faremo appostare altri con la prossima legge di Bilancio. Ritengo però che 2 milioni di euro siano più che sufficienti per rimboccarsi le maniche e darsi da fare senza più cercare scuse.

Come ha fatto a convincere il governo ad accogliere il suo emendamento?

Semplice: mi sono agganciato al ‘grande progetto Pompei’ facendo capire che l’accesso al Vesuvio dal versante sud est è collegato a doppia mandata con quello per il rilancio dell’area archeologica mariana. Parliamoci chiaro: cosa sarebbe Pompei senza il Vesuvio? E gli scavi di Oplonti a Torre Annunziata? E Villa Regina a Boscoreale? Via Matrone, per chi non lo sapesse, si inerpica su per il vulcano dalla sommità di via Cifelli. Per arrivarci, occorre attraversare due municipalità: Boscotrecase e Trecase. Ebbene, Pompei, Torre Annunziata e Boscoreale sono lì, ad un tiro di schioppo. E per il turista che viene in visita agli scavi è un gioco da ragazzi salire sul vulcano da questo versante. In soldoni: la famosa ‘via delle catene’ è la strada d’accesso al cratere più vicina per chi viene a Pompei. E’ impensabile, dunque, ipotizzare la riqualificazione dell’area archeologica mariana trascurando il Vesuvio. Il governo è stato lungimirante: ha capito, ha accolto la mia tesi ed ha appostato lo stanziamento.

Chi dovrà gestire ora questi fondi?

Io penso che non ci sia nessuno più indicato del Parco nazionale del Vesuvio per far sì che quest’opera venga finalmente completata. Sono fiducioso e convinto che strada Matrone, se sapremo ben operare, diventerà il fiore all’occhiello del nostro parco.


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