Scandalo rifiuti a Torre del Greco, l’appello di Borriello: «Ora ascoltate le mie verità»

Scandalo rifiuti a Torre del Greco, l’appello di Borriello: «Ora ascoltate le mie verità»

Scandalo rifiuti a Torre del Greco, l'appello di Borriello: «Ora ascoltate le mie verità»

Torre del Greco. «Chiedo a tutti di partecipare all’intera fase processuale e di tracciare solo alla fine il bilancio definitivo». E’ l’appello lanciato via Facebook dall’ex sindaco Ciro Borriello sia ai propri fedelissimi pronti a sostenere il chirurgo plastico in tutte le sue battaglie politiche sia ai semplici elettori rimasti sconcertati davanti agli arresti di agosto sia agli «storici denigratori» pronti a cavalcare le sue disgrazie giudiziarie. Alla vigilia del primo round davanti al giudice per le udienze preliminari Luisa Crasta del tribunale di Torre Annunziata – verosimilmente destinato a slittare a causa dell’astensione proclamata dagli avvocati – lo storico leader locale del centrodestra chiama a raccolta amici e nemici per ascoltare «l’altra campana» dopo avere letto tutte le accuse messe nero su bianco dal pubblico ministero Silvio Pavia sulla monnezza connection a Torre del Greco. Accuse costate all’ex sindaco prima 15 giorni di carcere a Poggioreale e poi due mesi e mezzo di domiciliari nel suo «feudo»di via del Monte.

La fiducia e il rispetto

«Sono trascorsi 24 anni dalla mia prima esperienza istituzionale – scrive Ciro Borriello in un lungo post pubblicato sulla sua pagina Facebook – In questo lungo lasso di tempo ho potuto ricoprire diversi incarichi politici prestigiosi, sempre con grande passione e dedizione. Soddisfazioni rese possibili dalle persone che hanno creduto in me, conferendomi il loro consenso popolare». Una premessa per sottolineare il rapporto di fiducia instaurato con larga parte della città, ripagato con la realizzazione di varie impegni assunti durante le campagne elettorali. Un rapporto di fiducia scalfito dalla bufera d’agosto, ma non incrinato: «In questi mesi difficili in tanti non mi hanno mai fatto mancare il loro sostegno – sottolinea l’ex sindaco – a volte indirettamente, come ho potuto scoprire solo in un momento successivo».

L’appuntamento decisivo

Di qui, la decisione di invocare la partecipazione di tutti «a una delle pagine più amare e più tristi della mia carriera politica», il via alla fase processuale destinata a stabilire o meno il rinvio a giudizio per l’ex sindaco accusato di avere intascato mazzette per pilotare la raccolta dei rifiuti sul territorio: «Come mi è capitato alla vigilia di ogni competizione elettorale in cui sono stato impegnato – prosegue Ciro Borriello – affronterò tale fase processuale con estrema determinazione, forte della consapevolezza che in questi 24 anni non ho mai intascato una lira che non mi spettasse per svolgere il mio mandato politico». Concetti espressi già al momento dell’interrogatorio di garanzia davanti al gip Emma Aufieri del tribunale di Torre Annunziata e rilanciati – a quattro mesi di distanza, attraverso il popolare social network: «Sono pronto a dimostrare la mia totale estraneità ai fatti contestati – le parole dell’ex sindaco – pronto a fare capire ai miei cittadini di avere amministrato la nostra città con le mie idee, le mie convinzioni, le mie “fisime”, giuste o sbagliate che siano, ma mai sotto il condizionamento di qualcuno che pagava per orientare le mie decisioni».

L’appello alla partecipazione

Per cancellare tutte le ombre allungate dalle indagini condotte dalla guardia di finanza e dimostrare la propria estraneità alle accuse contestate dalla procura di Torre Annunziata l’ex sindaco si rivolge a tutti «chiedendovi di seguirmi in questa delicata fase processuale». In tutti i modi possibili, ovvero «assistendo alle udienze, leggendo i giornali o commentando con me sui social per restare informati su ciò che succederà all’interno dei palazzi di giustizia – l’appello di Ciro Borriello – Ho chiesto il consenso popolare per un quarto di secolo: vi chiedo adesso nella vicenda che mi ha visto finire in carcere di sentire anche “l’altra campana”, dopo avere nei mesi scorsi letto fiumi e fiumi di inchiostro e ascoltato ore e ore di commenti audio che ricostruivano la “verità” di chi mi accusa». Un invito, insomma, a trarre le conclusioni alla fine della vicenda giudiziaria: «Solo in fondo a questo tunnel – il saluto agli internauti – capirete come chi oggi vi scrive con la morte nel cuore non abbia mai avuto bisogno di soldi per compiere le scelte ritenente più giuste».


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