Ercolano. La donna boss Enrica Cordua: “Al 41 bis ho pensato al suicidio”

Ercolano. La donna boss Enrica Cordua: “Al 41 bis ho pensato al suicidio”


«Quando sei al 41 bis e senti le porte di ferro che si chiudono alle tue spalle pensi a due cose: o ti ammazzi o ti penti. Immaginare di non poter più accarezzare i miei figli era una cosa che mi tormentava. Non ho avuto il coraggio di uccidermi perché non volevo dare loro un altro dolore». La voce, tremante e commossa, è quella di una delle donne più importanti e spietate della storia della camorra. Si chiama Enrica Cordua, ma a Ercolano tutti la conoscono come Chettina. Per anni è stata un boss del clan Birra-Iacomino. Nel clan ha ricoperto ogni ruolo: dalla spacciatrice alla custode di armi, finendo con entrare nel gruppo di fuoco della cosca. Per un periodo è addirittura stata la reggente dell’organizzazione. Una scalata clamorosa e sanguinaria che l’ha fatta diventare una delle pochissime donne in Italia sottoposte al regime del carcere duro. Il temutissimo 41 bis. 

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