Gragnano. Agostino, miglior amico di Angelo Cesarano: “Gran lavoratore, c’eravamo salutati alla vigilia di Natale”

Gragnano. Agostino, miglior amico di Angelo Cesarano: “Gran lavoratore, c’eravamo salutati alla vigilia di Natale”

Agostino, miglior amico di Angelo Cesarano: "Gran lavoratore, c'eravamo salutati alla vigilia di Natale"

La tragica morte di Angelo Cesarano, nel giorno di Natale, ha sconvolto tutti. In silenzio restano parenti e amici, distrutti dal dolore e da un lutto inaspettato. «Un amico, un ragazzo pieno di vita, sempre col sorriso. Educato e dedito alla sua famiglia». E’ l’unica descrizione comune che viene fuori da chi Angelo Cesarano lo conosceva bene e quella fatidica sera lo aveva sentito al telefono per augurargli “buone feste”. Non si dà pace l’intera comunità che da due giorni percorre, come una via Crucis, via Nastro per raggiungere l’abitazione della famiglia Cesarano. Oggi il feretro arriverà nella chiesa del Corpus Domini alle 14 dove si riuniranno parenti e amici del 32enne vittima di un tragico incidente stradale. La messa, che avrà inizio alle 15.30, sarà celebrata da don Emanuele Rosanova e don Catello Malafronte. 

«Un bravo ragazzo, era un fratello per me. Un lavoratore con un grande cuore. Angelo aveva grandi valori e amava la sua famiglia. Era un angelo di nome e di fatto. Non ho più parole». Così Agostino Gallo cerca di descrivere il suo collega di lavoro e l’amico di mille avventure. «Guardo il telefono aspettando un suo messaggio. C’era un legame forte con Angelo e nonostante più piccolo di me – racconta tra le lacrime Agostino Gallo – mi ha insegnato molto. E’ sempre stato presente ogni volta che avevo qualche problema, lui mi dava la forza e il coraggio di andare avanti e io c’ero per lui. Ho ancora il suo volto impresso, ci siamo incontrati il pomeriggio del 24 dicembre in via Roma a Gragnano. Era triste perché un suo parente era in ospedale. Un Natale già difficile per Angelo. Mai avrei immaginato che quella sarebbe stata l’ultima volta che lo avrei visto. Mi promise che subito dopo le feste ci saremmo incontrati per mangiare una pizza. Ricordo il sorriso di Angelo e le sue esultanze quando segnava la sua squadra di calcio: il Napoli. E’ stata una doccia fredda quando alle 19 di sera del giorno di Natale un mio amico mi contattò per dirmi che era capitato qualcosa ad Angelo. Notizie frammentarie che mi fecero sperare in un errore. Non poteva essere Angelo. Sui social si parlava di un grave incidente. Sull’asfalto c’era Angelo, quello che ho sempre considerato un fratello. Niente sarà più come prima, ho perso tanto, ho perso Angelo». 


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