Torre del Greco, la fontana dello scandalo trasformata in una palude di rifiuti

Torre del Greco, la fontana dello scandalo trasformata in una palude di rifiuti

Torre del Greco, la fontana dello scandalo trasformata in una palude di rifiuti

Torre del Greco. Doveva essere il fiore all’occhiello dei lavori di riqualificazione urbana realizzati dall’amministrazione comunale targata Ciro Borriello grazie ai fondi Più Europa, la «spumeggiante» attrazione delle strade dello shopping. Invece, rischia di diventare il simbolo del fallimento prima di un’intera classe politica e adesso del commissario straordinario Giacomo Barbato. 

Perché, al netto dei lavori annunciati dai tecnici del settore urbanistica del Comune, la fontana ornamentale di via Roma resta abbandonata al degrado: il 2018 si è aperto con l’ennesimo scandalo per la «vasca dei capitoni», come fu ironicamente ribattezza l’opera inserita all’interno del piano di interventi per il centro storico. Le piogge di inizio gennaio e i vandali dei rifiuti hanno, infatti, trasformato i «giochi d’acqua» sognati dall’ex assessore ai lavori pubblici Luigi Mele in una maleodorante e stagnante palude. In cui galleggiano cartacce e rifiuti di ogni tipo, mentre ai piedi della fontana ornamentale sono state dimenticate bottiglie di spumante e assi di legno.

Un quadro desolante, capace di scatenare nuove polemiche e proteste tra i commercianti della zona e non solo. Eppure, già sono passati sei mesi dalla chiusura dell’intera area per gli interventi di radicale manutenzione straordinaria decisi dalla precedente squadra di governo cittadino prima dello scioglimento dell’amministrazione comunale. Effettuata una prima e inutile pulizia, la «vasca dei capitoni» venne transennata e chiusa al pubblico, in attesa del via ai lavori da circa 60.000 euro.

Un’attesa, al momento, infinita e inutile. Eppure, già a fine settembre – a una trentina di giorni dall’insediamento dell’inquilino pro-tempore di palazzo Baronale – i tecnici comunali annunciarono l’imminente apertura del cantiere: una promessa fino a oggi rimasta lettera morta, con gravi conseguenze sia sotto il profilo dell’immagine sia sotto il profilo dello spreco dei fondi europei. Dettagli di cui, in Comune, nessuno sembra preoccuparsi.