Scandalo rifiuti a Torre del Greco, la perizia fonica per sbugiardare il «fruscio dei soldi»

Scandalo rifiuti a Torre del Greco, la perizia fonica per sbugiardare il «fruscio dei soldi»

Scandalo rifiuti a Torre del Greco, la perizia fonica per sbugiardare il «fruscio dei soldi»

Torre del Greco. Non solo parole, ovviamente. Insieme al racconto diretto dell’ex sindaco, la difesa di Ciro Borriello – rappresentata dall’avvocato Giancarlo Panariello – ha prodotto un corposo dossier per dare forza alla ricostruzione dello storico leader del centrodestra a Torre del Greco: perizie foniche, fatture e incartamenti – in parte estratti dal web – a sostegno delle tesi dell’imputato eccellente per la monnezza connection all’ombra del Vesuvio.

Agli atti del procedimento giudiziario sono stati così acquisiti, in primis, i dati del sito mysir – il portale su cui vengono caricate le percentuali di raccolta differenziata della città della Regione Campania – relativi al servizio di igiene urbana effettuato dalla Ego Eco e ai risultati ottenuti dalla ditta Fratelli Balsamo: numeri da cui si evincerebbe, secondo la difesa di Ciro Borriello, la netta differenza di «rendimento» tra i due colossi della Nu.

Non solo: a sostegno della disparità di efficienza tra la ditta di Cassino e i «padroni di casa» di viale Europa sono stati presentati centinaia di messaggi postati su Facebook da semplici cittadini per denunciare le frequenti emergenze e criticità registrate durante i mesi di gestione della Ego Eco. Per fronteggiare, invece, le accuse relative al ritrovamento di circa 11.000 euro in contanti – durante una perquisizione domiciliare della guardia di finanza – all’interno del feudo di via del Monte, l’avvocato Giancarlo Panariello ha prodotto una serie di fatture del 2015 relative all’attività professionale di chirurgo plastico svolta dall’ex sindaco della quarta città della Campania.

Ma la carta su cui si potrebbe decidere il destino degli imputati per la monnezza connection a Torre del Greco è legata all’intercettazione ritenuta «chiave» dagli investigatori. Ovvero, l’intercettazione in cui si avverte – secondo la tesi accusatoria – il «fruscio dei soldi» passati dai vertici della Fratelli Balsamo a Ciro Borriello durante un incontro in auto su via Panoramica: «Come avremo modo di leggere – le parole dell’avvocato Giancarlo Panariello – la perizia fonica a firma di uno dei maggiori esperti del settore sconfessa le conclusioni a cui sono giunti i militari della guardia di finanza». In caso non dovessero bastare le controdeduzioni sulla «prova regina» dell’inchiesta condotta dal pubblico ministero Silvio Pavia, sono già pronte le investigazioni effettuate dalla difesa per smantellare il castello accusatorio costruito dalla procura di Torre Annunziata.

Un vero e proprio dossier di circa mille pagine adesso al vaglio del giudice per le udienze preliminari Luisa Crasta, chiamato a ordinare o meno il processo per Ciro Borriello e i restanti cinque imputati.

twitter: @a_dortucci