Castellammare. Raid al largo Pace, un minore su bici elettrica scortò i tre pistoleri

Castellammare. Raid al largo Pace, un minore su bici elettrica scortò i tre pistoleri


 

 Guerra dello spaccio nel rione del clan D’Alessandro, l’Antimafia chiede e ottiene il giudizio immediato per i 3 presunti “pistoleri” di Santa Caterina. La richiesta, firmata dal sostituto procuratore della Dda di Napoli, Giuseppe Cimmarota, riguarda Luigi Russo, Pasquale e Luigi Vitale: tutti arrestati – con l’accusa di lesioni con l’aggravante delle finalità mafiose – per il raid armato che – il 10 settembre del 2017 – portò al ferimento di due persone: Giovan Battista Panariello e Michele De Luca, quest’ultimo fratello di Antonio, ritenuto un pezzo da 90 del clan di Scanzano. Gli imputati finiti alla sbarra dovranno ora scegliere se essere giudicati con il rito ordinario oppure optare per l’abbreviato: soluzione, quest’ultima, che potrebbe aprire le porte a un possibile sconto di pena. 

I 3 vennero tutti coinvolti in un’inchiesta – condotta dalla Dda – che il 7 dicembre scorso portò all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Nel mirino degli inquirenti un agguato consumato nei pressi di largo Pace. Intorno alle 13 e 30 del 10 settembre – nel giro di pochi minuti – vennero colpiti prima Panariello e poi De Luca, quest’ultimo ferito all’addome da un proiettile. Per il raid armato il commando – composto da almeno 4 persone, secondo la tesi degli inquirenti – si sarebbe servito anche di un minorenne che in sella a una bici elettrica avrebbe scortato i “pistoleri”. Una sequenza choc che la Dda è riuscita a ricostruire attraverso le telecamere di video sorveglianza della zona. Immagini che ritraggono – stando al teorema dell’Antimafia – gli imputati entrare nel palazzo – armi in pugno – poco dopo l’arrivo di Panariello. Dopo pochi secondi dal palazzo esce Michele De Luca ferito. L’uomo sale su uno scooter e viene portato in ospedale. Pochi istanti dopo sul posto arrivano altre due persone in sella a una moto. Uno dei due – identificato dalla Dda in Luigi Russo – scende. Sono secondi interminabili. Il commando si dilegua. Poco dopo le telecamere di un negozio della zona inquadrano Panariello uscire dal palazzo con un piede fasciato. Si scoprirà, in ospedale, che un proiettile gli ha fracassato il malleolo. Secondo la Dda gli esecutori materiali del raid sarebbero Luigi e Pasquale Vitale, mentre Russo avrebbe agito da supporto.