Pompei. Dopo la morte di Anna e Nunzia, lavori sulla strada della morte

Pompei. Dopo la morte di Anna e Nunzia, lavori sulla strada della morte

Dopo la morte di Anna e Nunzia, lavori sulla strada della morte

Ricostruzioni tecniche – immerse in un mare di riferimenti normativi – che raccontano una storia capace di sconvolgere una città intera. Sono le 7 del mattino del 21 novembre 2013. Nunzia Cascone, 51 anni, esce di casa con sua figlia Anna Ruggirello, 20enne. Nunzia deve accompagnare Anna alla stazione ferroviaria. Anna studia ingegneria all’università di Napoli e deve andare a prendere il treno. Poi però succede qualcosa. L’auto con a bordo le due donne – dopo un impatto con un’altra macchina – si schianta contro il parapetto di via Ripuaria. La Fiat Panda, in pochi istanti, sprofonda nel fiume Sarno e scompare nel nulla. Inghiottita da lacrime e strilli. Il marito di Nunzia cerca al cellulare sua moglie. Non sa nulla di ciò che è successo. L’uomo – impiegato a Castellammare di Stabia – si accorge della tragedia solo quando scende di casa per cercare sua moglie sua figlia. Anna muore annegata, imprigionata all’interno dell’abitacolo della “Fiat Panda”. Mentre il corpo di Nunzia viene ritrovato a marzo del 2014 in Sardegna. 

Solo dopo quella tragedia sono stati eseguiti alcuni lavori di manutenzione per la salvaguardia della sicurezza degli automobilisti in via Ripuaria. Interventi che però non hanno cancellato del tutto il pericolo di incidenti e i disagi che si scatenano – in particolare – a causa del maltempo.