Colpo da 70mila euro Sentenza soft alla gang

Colpo da 70mila euro  Sentenza soft alla gang

Meta

I tre banditi ripulirono il bar Federica di corso Italia: inchiodati dai video Pene da otto mesi a due anni di reclusione. E un ladro va ai domiciliari

Ciro FORMISANO Meta Colpo da 70000 euro al bar “Federica” di Meta, i tre banditi patteggiano e incassano complessivamente quattro anni di carcere. Si è chiuso così il processo per il mega-colpo messo a segno – nell’ottobre del 2016 – ai danni del bar-tabaccheria di corso Italia. Il giudice monocratico del tribunale di Torre Annunziata, accogliendo la richiesta di patteggiamento avanzata dai legali dei tre imputati, ha disposto pene che vanno da due anni di carcere agli otto mesi di reclusione (con pena sospesa). Il giudice, su richiesta dei legali della difesa, ha anche dato il via libera alla scarcerazione di uno degli imputati: Michele Natale, in carcere dal luglio scorso e ora finito agli arresti domiciliari. Natale era presente in aula, ieri mattina. Gli imputati – secondo il castello accusatorio della Procura di Torre Annunziata – farebbero parte di una “cellula” di banditi specializzati nei furti, con base nel quartiere di San Pietro a Patierno, nella periferia di Napoli. E’ da lì che i tre sarebbero partiti per mettere a segno – armati di cacciavite e piede di porco – il mega-colpo ai danni del negozio di Meta.

La sentenza

Pene soft rispetto all’accusa di furto aggravato mossa dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Quella più pesante è toccata proprio a Natale, 29 anni, che ha incassato due anni di reclusione e la revoca della misura cautelare della detenzione in carcere. Gennaro Torre, ventottenne, dovrà scontare un anno e dieci mesi. Mentre per Gennaro De Stefano la pena è di otto mesi, ovviamente con pena sospesa.

L’inchiesta

Il processo trae origine da un’articolata indagine messa in piedi dalla Procura di Torre Annunziata e dai carabinieri del nucleo operativo di Sorrento, guidati dal capitano Marco La Rovere. Al centro del fascicolo una serie di indizi che – associati al video catturato dalle immagini di sorveglianza del locale – hanno inchiodato i tre imputati. Da qui l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare – a luglio del 2017 – e ieri mattina l’ultimo atto del processo con la decisione di “optare” per il patteggiamento con l’ok di difesa e Procura. Secondo le accuse Natale, Torre e De Stefano avrebbero ripulito il bar-tabaccheria, svaligiando le slot machine presenti e portando via anche diverse stecche di sigarette. Decisivi ai fini delle indagini anche i veicoli utilizzati per gli spostamenti tra Napoli e la penisola sorrentina. Una volta individuate le auto, i carabinieri sono risaliti ai banditi. I tre sono stati traditi anche da uno scrupoloso sopralluogo fatto nei giorni precedenti al raid in cui si sono finti clienti del bar. Una “visita” interamente documentata dalle immagini acquisite dai militari dell’Arma di Sorrento capaci di confermare i sospetti degli investigatori. Per svaligiare le slot machine e i videopoker i banditi avrebbero utilizzato grossi cacciavite e piedi di porco. Dei tre imputati, come detto, soltanto Michele Natale dovrà scontare il resto della condanna – poco più di un anno – sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari nella sua abitazione, a Napoli.

Gli imputati

Michele Natale

Scarcerato ieri, ha incassato una pena di due anni.

Gennaro De Stefano

Coinvolto nel blitz, patteggia una pena di otto mesi.

Gennaro Torre

Il giovane si è visto comminare una pena di 1 anno e 10 mesi.


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