Abusivismo edilizio «Sanzioni a rilento» Scatta l’inchiesta

Abusivismo edilizio  «Sanzioni a rilento»  Scatta l’inchiesta

Sorrento

La Procura della Corte dei Conti avvia indagini sull’iter Multe da 20mila € non riscosse per mancate demolizioni

Salvatore DARE Sorrento L’ipotesi è quella di danno erariale. E la Procura regionale della Corte dei Conti ha immediatamente acceso i riflettori sulla querelle tanto da aver già delegato alla polizia giudiziaria le indagini di rito. Senza escludere la possibilità di informare del caso anche la Procura di Torre Annunziata se dovessero emergere questioni di rilevanza penale. Sull’abusivismo edilizio, manco a dirlo, torna dunque a salire la tensione. Perché, a detta dei movimenti della legalità “I cittadini contro le mafie e la corruzione” e “Conta anche tu”, il Comune di Sorrento non ha ancora riscosso quel tesoretto che gli abusivisti di turno avrebbero dovuto già pagare per le opere fuorilegge scoperte dalla polizia municipale e dal nucleo anti-abusivismo dell’ente.

La denuncia

Viene richiamata la normativa che prevede, a carico del responsabile dell’abuso edilizio, una sanzione da accompagnare all’abbattimento con cifre che vanno da un minimo di 2mila a un massimo di 20mila euro. Si tratta di una multa che viene nominata a novanta giorni dall’emissione dell’ordinanza di abbattimento in caso di inottemperanza. Senza dimenticare un altro particolare che grava sul caso: le sanzioni, nel caso di abusi realizzati in zone tutelate o su cui grava rischio idrogeologico elevato o molto elevato, «è sempre irrogata nella misura massima». Ma è proprio nella riscossione delle sanzioni che, a detta dei movimenti civici, spuntano intoppi. Tanto che è stata informata della situazione pure la Procura della Corte dei Conti della Campania. Scorrendo le pagine dell’esposto, è chiarito che «la mancata o tardiva emanazione del provvedimento sanzionatorio, fatte salve le responsabilità penali, costituisce elemento di valutazione della performance individuale nonché di responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile del dirigente e del funzionario inadempiente».

I numeri

Ecco perché i movimenti fanno aleggiare perplessità sui tempi e sul modus operandi del Comune di Sorrento. «A seguito di un’attenta consultazione dell’albo pretorio – si legge nella denuncia – è stata constatata la mancata applicazione della sanzione pecuniaria di 20mila euro a carico di coloro che non hanno ottemperato all’ordinanza di demolizione delle opere abusive realizzate ed accertate dall’ufficio anti-abusivismo del Comune di Sorrento ». Nel dossier viene riepilogato anche il numero di casi sotto la lente d’ingrandimento della magistratura contabile: nel periodo compreso tra ottobre e dicembre del 2014 «sono state emesse tre ordinanze di demolizione per le quali non sono state disposte le relative ingiunzioni di sanzioni pecuniarie ». Più ampio il capitolo successivo, quello dell’intero anno solare 2015: sono state firmate 42 ordinanze di demolizione di opere abusive, «per 11 sono state emesse le ingiunzioni di sanzioni pecuniarie e adottate le relative determinazioni dirigenziali di apertura della disposizione debitoria». Mentre per altre 11 posizioni, in presenza comunque di multe, «non hanno fatto seguito le relative determinazioni dirigenziali di apertura di posizione debitoria».

Parte l’esposto dei movimenti per la legalità

«Danno erariale per il Comune»

CASO ALLA PROCURA

La Procura regionale della Campania presso la Corte dei Conti ha avviato accertamenti per ciò che concerne l’eventuale danno erariale per le sanzioni non riscosse dalle ordinanze di demolizione.

LA NORMATIVA

Il comma 4bis dell’artIcolo 31 del Dpr 380/01 stabilisce che in caso di inottemperanza dell’ordinanza di demolizione delle opere edilizie realizzate abusivamente, trascorsi novanta giorni dalla notifica dell’ordinanza, l’autorità competente, constatata l’inottemperanza, irroga una sanzione amministrativa pecuniaria di importo compreso tra 2.000 euro e 20.000 euro, salva l’applicazione di altre misure e sanzioni previste da norme vigenti.

La sanzione, in caso di abusi realizzati su aree tutelate o soggette a rischio idrogeologico elevato o molto elevato, è irrogata nella misura massima.


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