Politica della violenza 23 denunce e 5 feriti

Politica della violenza 23 denunce e 5 feriti

Clima avvelenato

Alta tensione per Casapound anche il giorno dopo gli scontri Dichiarazioni-choc di Florino: «Rivendichiamo l’eredità storica del fascismo» L’allarme delle forze dell’ordine: «Il clima di intolleranza preoccupante»

Marina CAPPITTI Napoli Da una parte i centri sociali, dall’altra Casapound. In mezzo le elezioni con un clima che poco c’entra con la democrazia. Un clima violento, violentissimo figlio di una contrapposizione esplosiva: antifascisti contro fascisti. E’ di 23 persone denunciate, decine di manifestanti e cinque agenti feriti, il bilancio degli scontri tra attivisti e centri sociali, in occasione della manifestazione di Casapound all’hotel Ramada.

“E’ l’ennesimo episodio, in poche settimane, di un crescente clima di intolleranza che si trasforma in violenza”, denuncia il segretario dell’Associazione nazionale funzionari polizia, Enzo Letizia, dopo che il questore di Napoli, Antonio De Iesu ha già definito gli attivisti “manigoldi”. “Già da tempo – continua Letizia – avevamo segnalato un’escalation di violenze camuffate da contenuti ideologici, ed è preoccupante l’accanimento contro le forze dell’ordine.

A due settimane dal voto ribadiamo che chi ha compiti di responsabilità politica e di influenza sull’opinione pubblica, deve farsi carico della responsabilità delle proprie dichiarazioni ricordando gli effetti che certe frasi possono avere su soggetti che dimostrano di disprezzare la democrazia”. A schierarsi coi manifestanti il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, richiamando anche il ministro degli Interni, Marco Minniti e il Governo. “Chi aspettano per porre fine alla propaganda fascista nel nostro Paese? La Costituzione – dichiara l’ex pm – pone fuori legge le organizzazioni che fondano la loro ideologia sul fascismo e, quindi, sull’odio razziale. Napoli è città della resistenza popolare al nazifascismo, medaglia d’oro al valor militare per le Quattro Giornate, prima città d’Europa a liberarsi con il suo popolo dal nazismo e dal fascismo”. Per il sindaco Masaniello bisogna impedire “comizi e manifestazioni neofasciste facendole passare per esercizio della democrazia. E’ da qui che si crea il clima brutto che si respira e che deve essere sconfitto. L’eversione non può divenire normalità”. Un “sindaco che soffia sul fuoco alimentando la violenza dei centri sociali giustificandola” replica la capolista a Napoli e provincia di Casapound, Emmanuela Florino definendo gli attivisti di Potere al Popolo e dei centri sociali “tristi, politicamente inutili ed incompetenti, incapaci di parlare alla gente e senza soluzioni politiche, al punto che noi siamo la loro unica ragione di vita”.

La linea tra democrazia e antidemocrazia è sempre più sottile. Chiamano in causa la democrazia quelli di Casapound e così fanno anche quelli dei centri sociali. I primi difendono la loro discesa in campo ricordando di aver fatto una raccolta delle firme per candidarsi (migliaia di iscritti, 110 sedi e candidati in tutti i 62 collegi) “come prevede la democrazia” contro chi minaccia di sciogliere il partito con un decreto legge. “Il Movimento sociale è rimasto per 46 anni in Parlamento, nessuno ha mai detto nulla. Noi raccogliamo quell’eredità e l’eredità storica del fascismo italiano”. Sono le parole pronunciate dal leader di Casapound Simone Di Stefano (riprese anche da Florino), mentre agli applausi in platea si aggiunge qualche saluto romano. I secondi, che ieri hanno tenuto un’assemblea a Palazzo Giusso, altrettanto parlano di democrazia nel manifestare contro ogni forma di razzismo, sessismo e fascismo. Accusando le forze dell’ordine – con una nota firmata da ‘antifasciste e antifascisti napoletani’ – di averli “attaccati con la massima violenza in una situazione di momentaneo stallo”. In tutto una decina di persone colpite, tra cui una persona con due dita rotte, una col naso rotto, e un’altra con 4 punti in testa.

“Questo il bilancio dell’ennesima prova di forza di polizia e carabinieri contro gli antifascisti. Chi difende i princìpi contenuti nella Costituzione viene manganellato e denunciato. Mentre i corpi dello Stato proteggono e garantiscono agibilità a Casapound, che del fascismo fa la sua bandiera” denuncia il capo politico di Potere al Popolo, Viola Carofalo. “Una strategia in atto, che va dalle minacce di Minniti nei confronti del corteo antifascista di Macerata, alle cariche, passando per le botte di Pavia, Piacenza e Bologna, solo per citare le ultime”.

Intanto ieri «un’assemblea all’università autoconvocata dagli studenti si è trasformata in un corteo spontaneo per denunciare la repressione e gli abusi di domenica». Lo scrive il comitato antifascisti di Napoli.


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