Neve sul Vesuvio, stop ai turisti. E il Comune ignora le proteste dei tour operator

Neve sul Vesuvio, stop ai turisti. E il Comune ignora le proteste dei tour operator

Neve sul Vesuvio, stop ai turisti. E il Comune ignora le proteste dei tour operator

Ercolano. Una nuova nevicata impedisce l’accesso al cratere del Vesuvio, con strade per salire fino a quota 1.000 metri impraticabili già a partire dalle prime ore del mattino. Seconda giornata di disagi per i turisti in visita al Gran Cono, costretti a rinunciare al tour lungo il vulcano più visitato al mondo. L’annuncio inoltrato ai tour operator è partito direttamente dai gestori della biglietteria e dagli esercenti d’alta quota: «Cratere chiuso alle visite causa neve – il messaggio – le condizioni meteo sono destinate a peggiorare e durante la giornata sarà interdetta la strada, impraticabile a causa del ghiaccio».

Così i turisti accorsi come sempre da ogni parte del mondo hanno avuto nuovamente il benservito, perché le guardie vulcanologiche non hanno potuto accompagnare le comitive nel classico tour. Le strade in questione sono sotto la responsabilità della Città Metropolitana e del Comune di Ercolano che non dispone delle attrezzature necessarie per affrontare l’emergenza-neve nè l’ex Provincia fornisce appositi mezzi spargisale e spazzaneve in grado all’occorrenza di fare in modo da consentire la salita in caso di tormenta.

La posizione del Comune riguardo i malumori dei circa 15 esercenti del Gran Cono è piuttosto aspra e sottolinea – come in questo periodo dell’anno – la zona è disabitata e non necessita di particolare attenzione, se non quella di rispettare l’obbligo di catene a bordo. «Qualcuno vede il Vesuvio come una pista sciistica oppure pensa che in quei pochi giorni in cui resta chiuso a causa della neve si perdano milioni di euro – spiegano dall’ente di corso Resina -. Destinare risorse in una zona praticamente disabitata, quando in città sussistono varie e importanti criticità è esagerato. Non solo: occorre considerare come le visite al cratere siano gestite direttamente dall’Ente Parco».