Riti esorcisti e stupri. È caccia ai complici

Riti esorcisti e stupri.  È caccia ai complici


Si terrà probabilmente lunedì l’interrogatorio di garanzia del sacerdote del Santuario di Casapesenna, di Caserta, don Michele Barone, finito venerdì in carcere su ordine del Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di giovani ragazze che avrebbe sottoposto senza autorizzazione della Diocesi a riti esorcistici, spesso con l’ausilio degli stessi familiari della vittima. In manette, ai domiciliari, sono finiti anche i genitori di una ragazza di 13 anni cui sarebbero stati praticati i riti – la sorella denunciò il fatto alla polizia e alle Iene – e un funzionario della polizia di Stato, Luigi Schettino, ex dirigente fino a pochi giorni fa del commissariato di Maddaloni, amico di don Michele e ritenuto dagli inquirenti della Procura di Santa Maria Capua Vetere come un “adepto” della “setta” creata dal sacerdote, protagonista del tentativo di coprire le condotte di Barone. Per i tre indagati gli interrogatori di garanzia ci saranno dopo quello del sacerdote. Il giorno dopo le manette, arrivate poche settimane dall’inizio delle indagini, la Procura prosegue intanto nei suoi accertamenti relativi alla vita di don Michele; in particolare si vuole capire se il sacerdote sia stato coperto nella sua attività da qualcuno all’interno della Diocesi. La Procura oppone un “no comment” sull’argomento. Di certo per anni don Michele ha praticato riti esorcistici nonostante gli ammonimenti della Chiesa; solo pochi giorni fa, dopo il servizio de Le Iene e dopo che si è appreso dell’indagine penale, è arrivata la sospensione del prete dall’ufficio per un anno. Le indagini accerteranno anche se il sacerdote si è arricchito con questa sua attività parallela e non autorizzata. Tre le vittime accertate, ma si sospetta che siano molto di più. Don Michele, comunque, fanno notare dalla Procura, non aveva uno stile di vita povero, anzi guidava una Bmw dove all’interno – ritengono gli inquirenti – si sarebbero

anche consumati episodi di abuso sessuale.

Don Michele plagiava le vittime con frasi choc. Una delle vittime, se si fosse ribellata alla violenza sessuale, «sarebbestata certamente» punita dalla Madonna, da San Michele e da altri Angeli e Santi». Un’altra, minorenne, sarebbe stata più volte maltrattata e costretta a cibarsi solo di latte per «purificare l’anima» e a subire violenze. La notizia degli esorcismi compiuti dal prete sulla ragazzina (allora 13enne) aveva portato una settimana fa il vescovo della Diocesi di Aversa, monsignor Angelo Spinillo, a sospendere il sacerdote per un anno dalle funzioni sacerdotali pubbliche. Gli esorcismi erano compiuti senza alcuna autorizzazione «e in totale spregio delle regole e delle prescrizioni dell’organizzazione clericale». Del caso si era occupata anche la trasmissione Le Iene. Il sacerdote, agendo senza alcuna autorizzazione del vescovo della Diocesi, avrebbe compiuto «medievali e brutali riti esorcisti le cui modalità esecutive hanno concretizzato la realizzazione delle fattispecie incriminatrici della violenza sessuale aggravata e dei maltrattamenti in famiglia». Inparticolare, il sacerdote, ingenerando nelle giovani donne la convinzione di essere possedute dal demonio, avrebbe carpito la loro buona fede e le avrebbe sottoposte a trattamenti disumani e lesivi della loro dignità. Nel corso dei quotidiani riti di «liberazione e purificazione dell’anima» le vittime – secondo la pesante accusa della Procura – sarebbero state violentemente percosse, ingiuriate brutalmente, minacciate e costrette a subire contro la loro volontà atti sessuali e pratiche particolarmente degradanti per la loro dignità.