Sette giorni al Maschio Angioino. Alla corte di Alfonso d’Aragona

Sette giorni al Maschio Angioino.  Alla corte di Alfonso d’Aragona


A Castel Nuovo per rivivere le gesta del capostipite degli Aragonesi all’ombra del Vesuvio Viaggio attraverso la storia del Re, dall’ingresso trionfale in città alla ricerca del Sacro Graal

 

Una settimana alla corte di Alfonso d’Aragona per ricordare il suo ingresso trionfale a Napoli nel 1443. Era proprio il 26 febbraio, quando “ il Magnanimo”, dopo aver dichiarato l’unione del Regno di Sicilia con quello di Napoli, entrò nella città partenopea. Da quell’arrivo ad oggi sono passati 575 anni. Alfonso di Trastamara è stato un principe spagnolo della casa reale di Castiglia, che divenne re Alfonso V di Aragona Alfonso III di Valencia, Alfonso II di Sardegna, Alfonso I di Maiorca e di Sicilia, re titolare di Corsica, di Gerusalemme e d’Ungheria, Conte Alfonso IV di Barcellona e delle contee catalane (Rossiglione e Cerdagna) dal 1416 al 1458, duca titolare di Atene e Neopatria re Alfonso I di Napoli dal 1442 al 1458. Fu il capostipite del ramo aragonese di Napoli. Nel giugno del 1443, il papa Eugenio IV gli riconobbe il diritto di regnare anche sul regno di Napoli, riconoscendo il Regno Utriusque Siciliae. Alfonso governò appoggiandosi non solo ai suoi fedeli “milites”, come i Cossines che lo avevano seguito dalla Spagna, ma anche a soldati mercenari. Dal 1443 risiedette permanentemente a Napoli e non rientrò più in Aragona, nonostante le sollecitazioni della moglie Maria, che continuava a governare i suoi possedimenti spagnoli coadiuvata da Giovanni d’Aragona, fratello d’Alfonso (dal 1436, Maria governava la Catalogna, mentre Giovanni governava i regni di Aragona e Valencia.

Al Castel Nuovo – Maschio Angioino, a partire da oggi, per una settimana, si ricorda questo illustre sovrano con una serie di visite tematiche che animeranno il castello di piazza Municipio tra storia, divertimento e avventura. Attraverso le associazioni Timeline Napoli e IVI-Itinerari Video Interattivi, che si occupano di valorizzare e di prestare manutenzione al castello partenopeo, si potranno conoscere i nuovi ambienti aperti al pubblico con i percorsi di visite guidate tematiche in programma, di norma, anche in ogni weekend. Oltre alle visite guidate “Acheologia sottosopra” e la “ Fortezza del tempo”, si potrà giocare (solo su prenotazione obbligatoria) con la storia di Napoli attraverso la caccia al tesoro “ Il segreto del Drago” di Timeline Napoli.

Per partecipare a questi due itinerari, è necessaria la prenotazione al 3317451461.

Alfonso D’Aragona e le visite del Graal Pare che alcune vicissitudini partenopee abbiano incrociato la storia del Graal – ricerca effettuata e poi trasformata in visita guidata dall’associazione IVI – con la figura di Alfonso I d’Aragona proprio a partire dalla sua dominazione nel Regno di Napoli. Precisamente, dopo la conquista della città da parte de “il Magnanimo”, che nel 1442 cacciò i precedenti dominatori francesi. La storia di quel giorno, il 26 febbraio 1443, si può leggere già dall’Arco trionfale marmoreo che fu eretto, in più fasi dal 1452, per volere di Alfonso con l’intento di celebrare la conquista di Napoli e iniziare l’opera di rinnovazione architettonica dell’antica fortezza angioina. La ricerca del Sacro Graal in questo luogo di Napoli parte da una serie di scoperte realizzate e dall’osservazione della giara in pietra, scolpita alla base del balcone esagonale dal quale si affacciava unicamente re Alfonso d’Aragona. Inoltre, con “Il segreto celato” si racconta – attraverso la prima visita video interattiva con lenti oled – la storia della dama favorita del Re, Lucrezia d’Alagno, che non fu mai regina ma influenzò non poco le vicende del Regno. Simbolismo e storia riportano, dunque, proprio al Graal.