Torre del Greco, il Pd rompe gli indugi per il post-debacle: Cuciniello mette d’accordo tutti per la poltrona da sindaco

Torre del Greco, il Pd rompe gli indugi per il post-debacle: Cuciniello mette d’accordo tutti per la poltrona da sindaco

Torre del Greco, il Pd rompe gli indugi per il post-debacle: Cuciniello mette d'accordo tutti per la poltrona da sindaco

Torre del Greco. «Tutti si devono sentire in campo, al pari dei candidati ufficiali inseriti all’interno delle liste. Perché ognuno deve sensibilizzare e orientare gli elettori». Le parole pronunciate dal segretario cittadino Massimo Meo – durante il direttivo locale convocato in vista del voto del 4 marzo – rendono bene l’idea del clima in casa Pd all’ombra del Vesuvio. D’altronde, i sondaggi non lasciano spazio all’ottimismo – i democrat in Campania sono all’inseguimento di centrodestra e M5S – e i democrat della città del corallo già lavorano all’operazione-rilancio da mettere in campo all’indomani dell’eventuale mazzata alle politiche. Perché all’orizzonte ci sono le elezioni comunali per la successione di Ciro Borriello e il primo partito del centrosinistra non vuole recitare un ruolo da comprimario.

Le fughe in avanti

Perché, intanto, già il senatore uscente Nello Formisano si è detto disponibile alla corsa a sindaco alla guida della coalizione: la fuga in avanti dell’esponente di Liberi e Uguali non è stata particolarmente gradita all’interno della sede di via Circumvallazione, dove l’ordine del consigliere regionale Loredana Raia era di «frenare» la discussione sull’appuntamento in programma a fine maggio. Un ordine ugualmente ignorato da Giovanni Palomba, il potenziale alleato pronto a organizzare un polo di moderati in grado di supportare le sue aspirazioni a correre per la poltrona da numero uno di palazzo Baronale. Insomma, due big a fronte del vuoto assoluto di proposte arrivate dal Pd.

La corsa ai ripari

Davanti ai due nomi eccellenti pronti a scendere in campo, il «cerchio magico» guidato dalla stessa Loredana Raia e formato da Massimo Meo e Lorenzo Porzio si è deciso a spingere il piede sull’acceleratore e a tirare fuori dalla manica l’asso ritenuto vincente: l’ex segretario cittadino Vittorio Cuciniello, attuale dirigente della Gori. Un’ipotesi di alto profilo, giovane e – allo stesso tempo – politico, dopo 5 anni da vicepresidente del consiglio comunale e una «carriera» iniziata a 16 anni con la sinistra giovanile. E con una caratteristica praticamente sconosciuta all’interno del Pd di Torre del Greco: la disponibilità al dialogo e al confronto con tutte le anime dei democrat. Non a caso, la teoria del «cerchio magico» si basa sulla capacità di mettere tutti d’accordo all’interno del litigioso colosso d’argilla di via Circonvallazione: a partire dai casillos guidati da Massimo Cirillo e Luigi Mennella – vicepresidente della Gori, la stessa «squadra» di Vittorio Cuciniello – per finire alla renzianissima Clelia Gorga con cui l’ex presidente del consiglio comunale può parlare lo stesso linguaggio 2.0 degli astri nascenti della politica, passando per la Cgil capitanata dal «grande vecchio» Luca Chiusel e i capibastone e new entry Salvatore Romano e Michele Polese.

L’assist a Leu & co.

Il nome di Vittorio Cuciniello, poi, non risolverebbe solo i problemi interni al Pd bensì garantirebbe maggiori equilibri all’interno dell’intera coalizione di centrosinistra. Non è un mistero come Arturo Scotto – cresciuto politicamente proprio con Enzo Amendola e Vittorio Cuciniello, gli «intellettuali» della sinistra degli anni Novanta – abbia dovuto fare buon viso a cattivo gioco davanti all’autocandidatura di Nello Formisano, sostenuto dall’ex assessore di Forza Italia Domenico Maida, non propriamente un’icona rossa all’ombra del Vesuvio. E davanti all’erede dello storico riferimento del Pci a Cappella Nuova e non solo, lo stesso senatore potrebbe fare un passo indietro. Una mossa a cui sarebbe costretto le stesso Giovanni Palomba: il democristiano doc di via Monsignor Felice Romano ha sempre spinto per la candidatura dell’ingegnere della Gori, a cui è legato da profonda stima professionale.

Il muro del prescelto

Insomma, tutti d’accordo? Tutti, tranne uno. Perché a dispetto dello spietato pressing portato avanti dal «cerchio magico» e non solo, la posizione del dirigente della Gori – a oggi – resta irremovibile: «Sono lusingato dalle voci intorno al mio nome, un riconoscimento all’impegno sempre messo al servizio del Pd a prescindere da ruoli – ribadisce Vittorio Cuciniello -. Ma, al momento, sono concentrato esclusivamente sulla mia attività professionale e non sono interessato a candidature di sorta. Non di meno, non farò mai mancare il mio contributo alla coalizione in cui sono nato e cresciuto politicamente». Ma, in politica, tutto può sempre cambiare da un giorno all’altro.