Poggiomarino. Gennaro e Lina: “Stiamo morendo congelati“

Poggiomarino. Gennaro e Lina: “Stiamo morendo congelati“


Sono senza una casa da quattro mesi, ma da quando hanno lanciato il disperato appello hanno almeno trovato un letto caldo dove in cui dormire, abbandonando l’auto in cui erano stati costretti a vivere per oltre cento giorni. Ma per Gennaro e Carolina – la coppia che ha commosso Poggiomarino e per cui da una settimana è partita una gara di solidarietà – resta l’emergenza, perché sono ancora senza un’abitazione, che poi resta l’unico desiderio espresso e di cui vorrebbero parlare al sindaco Leo Annunziata. Ma lui, il sindaco, almeno secondo quanto raccontano, non li ha ancora incontrati. Né loro, tantomeno l’avvocato che sta curando la vicenda, Veronica Ascolese. A dieci giorni dal primo disperato tentativo di aiuto, Gennaro e Lina alzano di nuovo la voce. Provano a farsi sentire. Perché gli ultimi due giorni, conditi dalle bassissime temperature e dall’arrivo delle neve anche nei comuni a valle dell’area Vesuviana, li hanno fisicamente provati. Dormire in parrocchia, a Scafati, non basta più. Perché al mattino presto devono lasciare la struttura e tornare in strada (salvo poi ritornarvi la sera successiva). E ieri si sono trovati nel bel mezzo dell’emergenza gelo, con l’auto che per il freddo ha rischiato di non partire e loro costretti a restare in strada. «Padre Giuseppe della Chiesa di San Francesco a Scafati ci sta dando una grossa mano, ma purtroppo ogni mattina dobbiamo lasciare il dormitorio per senza tetto che lui mette a disposizione e dobbiamo tornare in strada già dalle 8». Ma con le temperature sempre più vicine a zero gradi centigradi, soprattutto la mattina presto, sembra essere diventato impossibile stare in strada. «E se la macchina non parte, non possiamo neanche attivare il riscaldamento – racconta Gennaro – Siamo disperati. Stiamo morendo congelati, nel silenzio totale della politica. Mia moglie sarà costretta a un intervento chirurgico, causato da problemi di ipotermia. Ma purtroppo le Istituzioni ancora oggi non si attivano. Padre Aldo della chiesa di Sant’Antonio dopo aver letto la nostra storia si è attivato per poter trovare un alloggio adatto a noi, compatibile anche con quei pochi soldi che possiamo spendere per la pensione di reversibilità che la mia compagna percepisce. Ma chi ci ha abbandonati completamente è il Comune, l’amministrazione ha fatto sapere che si sarebbe attivata. Anche l’assessore Merolla, tramite un’intervista, ha detto che si sarebbe interessata del nostro caso. Ma tutto tace»