Maltempo. Scuole chiuse nel napoletano, scatta l’ironia social

Maltempo. Scuole chiuse nel napoletano, scatta l’ironia social


Cori da stadio, messaggi sui social, foto di mamme disperate e di ragazzi entusiasti: la neve e le ordinanze di chiusura delle scuole nella provincia di NAPOLI hanno scatenato le fantasie e l’ironia di mamme, papa’, studenti, oltre che dei soliti burloni. Faccine tristi, disperate, sorridenti, felici, hanno fatto da padrone nei vari gruppi whatsapp di ragazzi, genitori e anche degli insegnanti. In rete non sono mancate le foto di ordinanze fasulle dei piu’ disparati comuni della provincia di Napoli, tutti recanti la stessa data e lo stesso numero di protocollo, che ieri hanno fatto letteralmente impazzire le mamme del Napoletano nei gruppi whatsapp, molte delle quali hanno tartassato di telefonate centralini dei comuni e delle locali sedi di protezione civile chiedendo delucidazioni e notizie su eventuali ordinanze, vista anche l’imminente chiusura delle scuole sedi di sezioni elettorali. Manco a dirlo, a farne le spese le rappresentanti di classe, che hanno dovuto scomodare le maestre, per conoscere le decisioni dei sindaci dei vari comuni interessati. Ma i tormentoni, nei gruppi mamme e sui profili social di alcune fasce tricolori del Vesuviano e del Nolano, sono stati gli hashtag che inneggiavano ad ordinanze di chiusura delle scuole da parte di giovani studenti, o quelli delle mamme che ne chiedevano l’apertura, cosi’ come non sono mancate le foto ritoccate di politici a favore o contro la neve. Studenti contro mamme, contro sindaci, e gli ormai consueti messaggi ironici, e naturalmente sgrammaticati ad arte, di madri e padri disperati per la presenza a casa dei propri figli. ”Sindaco non mandare l’ordinanza, altrimenti per le mamme si chiama l’ambulanza”, uno dei messaggi cantati a mo’ di cori da stadio dai papa’ che chiedevano l’apertura delle scuole, cui sono seguiti quelli degli studenti che canticchiavano ”Saro’ con te, ma tu non devi mollare, abbiamo un sogno nel cuore, sindaco chiudi le scuole”