Slovacchia: reporter ucciso, ‘arrestati tre italiani’. Sospetti sulla ‘Ndrangheta

Slovacchia: reporter ucciso, ‘arrestati tre italiani’. Sospetti sulla ‘Ndrangheta


Nel corso delle perquisizioni domiciliari sono state arrestate una decina di persone, ha detto ai media il presidente della polizia slovacca Tibor Gaspar. La pista principale delle indagini e’ la criminalita’ organizzata, ha anche spiegato. “Dello sviluppo dell’inchiesta informeremo nel corso della giornata”, ha riferito all’agenzia Tasr, Martin Waldl, del presidio della polizia. Kuciak, trovato ucciso nel suo appartamento insieme alla ragazza la settimana scorsa, aveva scritto su quattro famiglie calabresi, ritenute dell’orbita ndranghetista – Vadala’, Cinnante, Roda’ e Catroppa – che nell’Est della Slovacchia svolgono attivita’ imprenditoriali soprattutto nell’agricultura. Il reporter aveva inoltre rivelato i legami dell’imprenditore Antonino Vadala’ con l’assistente del premier Robert Fico, Maria Troskova, e il segretario del consiglio di sicurezza, Vilian Jasan. Entrambi hanno fatto un passo indietro ieri, fino alla fine delle indagini.

Gratteri: verosimile che dietro ci siano famiglie calabresi

“E’ verosimile che dietro l’omicidio ci siano le famiglie calabresi . E’ ovvio che la ‘ndrangheta e’ capace di fare queste cose”. Nicola Gratteri , Procuratore della Repubblica di Catanzaro, e’ intervenuto ai microfoni di “6 su Radio 1” sull’uccisione del reporter slovacco Jan Kuciak. “La ‘ndrangheta – ha aggiunto – e’ radicata, non infiltrata, non solo in tutta Italia ma anche nei Paesi europei come Germania, Svizzera ma anche nell’est europeo, oltre che in Slovacchia anche in Bulgaria e in Romania. La ‘ndrangheta si sta estendendo verso l’Est. Va dove c’e’ da gestire potere e denaro e dove ci sono da gestire opportunita’. Le mafie stanno acquistando latifondi per piantare vigneti, per piantare colture, il cui fine e’ quello di arrivare ai contributi europei. Un fenomeno che accade in Italia ma anche fuori. Il dramma e’ che l’Europa non e’ attrezzata sul piano normativo a contrastare le mafie, in particolare la ‘ndrangheta. In Europa da decenni non c’e’ la percezione dell’esistenza della mafia, prova ne e’ che gli Stati europei non vogliono attrezzarsi sul piano normativo come l’Italia. Ancora stanno discutendo se inserire nel loro ordinamento l’associazione a delinquere di stampo mafioso”. “L’Europa – ha detto ancora Gratteri – dovrebbe omologare i codici penale e di procedura penale partendo dal sistema italiano, ma non quello detentivo che non funziona in Italia. Quando si parla di Procura Europea la mia paura e’ che si vada all’omologazione al ribasso, perderemmo un secolo di antimafia. Gridero’ fino a perdere la voce contro un’omologazione al ribasso’

Usigrai: a Rai riprenda l’inchiesta di Kuciak 

“La Rai riprenda l’inchiesta sulla ‘ndrangheta che stava conducendo il giornalista slovacco Jan Kuciak – assassinato insieme alla sua fidanzata – e la porti a compimento, per svelare le trame a base di criminalita’ e affari sporchi. Chi ha ammazzato Kuciak lo ha fatto probabilmente per impedirgli di completare quel reportage”. E’ quanto chiede in una nota l’Esecutivo Usigrai alla Rai, dopo l’omicidio del giornalista slovacco Jan Kuciak che stava lavorando su un’inchiesta sulla n’drangheta. “Per questo – prosegue la nota – il miglior modo per onorare la memoria del reporter e’ proprio quella di dimostrare che nessuno puo’ fermare la verita’ e la liberta’ di stampa. Puo’ essere questa l’occasione per istituire il Nucleo di giornalismo investigativo piu’ volte promesso”. “Intanto ai tg e al giornale radio chiediamo di pubblicare l’ultima inchiesta di Jan Kuciak: a chi uccide per silenziare la verita’ dobbiamo rispondere con le 1700 firme dei giornalisti Rai sotto quell’articolo”.