Morte Astori. Le ultime ore del capitano e la partita alla playstation con Sportiello

Morte Astori. Le ultime ore del capitano e la partita alla playstation con Sportiello

la partita alla playstation con Sportiello

Lo aspettavano per la colazione nella sala ristorante dell’albergo “La’ di Moret” alle 9.30, ma, quando non lo hanno visto arrivare, lui che era molto preciso, allora un massaggiatore e’ andato a cercarlo in camera e lo ha trovato senza vita. Cosi si e’ scoperto che Davide Astori, capitano della Fiorentina e difensore della Nazionale, 31 anni, e’ morto, per un probabile arresto cardiocircolatorio, nel corso della notte, a Udine. Se ne e’ andato a poche ore dall’incontro che si sarebbe dovuto disputare nel primo pomeriggio contro l’Udinese di Oddo. Un duro colpo per il mondo dello sport e non solo. L’ingresso dell’albergo e’ stato presto chiuso con un nastro bianco e rosso, fuori una folla di giornalisti, ma anche tifosi viola, increduli, che erano diretti allo stadio Dacia Arena, ma che, appresa la notizia, hanno raggiunto l’hotel. La notte scorsa il giocatore dormiva in camera da solo. L’ultima persona a incontrarlo e’ stato il portiere della Fiorentina, Marco Sportiello, ieri intorno alle 23.30, quando il capitano, come si e’ appreso, stava bene. I due hanno giocato alla play station, come spesso accade nei ritiri tra giocatori. Subito dopo il rinvenimento, i dirigenti della societa’ hanno telefonato ai genitori del giocatore, a Bergamo, per avvertirli della tragedia. E contestualmente hanno anche avvertito la compagna, che si trovava a Firenze e dalla quale Astori due anni fa aveva avuto una bimba. Immediata e’ scattata anche l’indagine giudiziaria: alcuni dirigenti della societa’ sportiva della Fiorentina, compagni di squadra e altri sono stati sentiti dalle forze dell’ordine che hanno poi riferito al pubblico ministero titolare dell’inchiesta. Ma anche il Procuratore capo di Udine, Antonio De Nicolo, si sta occupando della vicenda, focalizzando l’attenzione – come tutti – sulle ragioni per cui un campione di 31 anni possa morire cosi’ all’improvviso. “L’idea e’ che il giocatore sia deceduto per un arresto cardiocircolatorio per cause naturali”, ha detto, anche se, ha osservato, “e’ strano che succeda una cosa del genere a un professionista cosi’ monitorato senza segni premonitori”. Novita’ da un punto di vista giudiziario potrebbero esserci domani dopo che saranno messi insieme tutti gli elementi emersi dalle varie dichiarazioni raccolte. E sempre domani potrebbe anche essere disposta l’autopsia sulla salma del giocatore, che dovrebbe essere poi effettuata nei giorni successivi. A quanto si e’ appreso, sembra che Astori non avesse alcun problema di salute. I compagni di squadra, sotto choc, hanno lasciato l’albergo poco dopo le 14 per fare ritorno a Firenze. Mentre a Udine sono arrivati a piu’ riprese i familiari del difensore. Giunti in albergo i parenti hanno evitato la folla di giornalisti entrando da un ingresso secondario. Qui era ad attenderli un’auto che li ha accompagnati all’obitorio di Santa Maria della Misericordia, dove nel frattempo era stata portata la salma del capitano. Nel pomeriggio all’obitorio e’ arrivato anche il Patron della Fiorentina, Diego Della Valle, a bordo di un van scortato da un’auto civetta delle forze dell’ordine, e successivamente anche la compagna di Astori. Grande il dolore del mondo dello sport, e non ha mancato di far sentire tutta la sua vicinanza l’Udinese, che avrebbe dovuto affrontare i Viola. “Scrivo come patron dell’Udinese, come tifoso di calcio e, soprattutto, come padre. Sono profondamente colpito dalla notizia della morte di questo giovane e, con me, tutta la mia famiglia e l’Udinese Calcio piangono Davide Astori. Siamo vicini ai suoi cari, alla Fiorentina tutta, ai suoi tifosi, agli sportivi” – e’ il messaggio di Gianpaolo Pozzo. “Oggi – conclude – piangiamo assieme Davide Astori, ci fermiamo in segno di rispetto e affetto. Quando torneremo ad allenarci e a giocare a calcio lo faremo anche per lui, per tenere vivo il suo ricordo e per dare ancora maggiore valore a questo sport che deve saper unire, dare forza, ispirare le persone”.