Cassazione annulla domiciliari Romeo, torna al Riesame 

Cassazione annulla domiciliari Romeo, torna al Riesame 


Annullata con rinvio l’ordinanza agli arresti domiciliari nei confronti dell’imprenditore Alfredo Romeo. Gli atti sono stati trasmessi al Tribunale del Riesame di Napoli che dovra’ nuovamente pronunciarsi sulla misura cautelare. E’, in sintesi, la decisione della Corte di Cassazione nell’ambito del filone napoletano dell’inchiesta Romeo che nel novembre dello scorso anni porto’ all’esecuzione di 16 provvedimenti restrittivi, tra cui una misura agli arresti domiciliari nei confronti dell’imprenditore, emessa dal gip e confermata nelle scorse settimane dal Tribunale del Riesame del capoluogo partenopeo. Sia il gip sia il Riesame – che avevano condiviso le accuse della procura riguardanti molteplici presunti episodi corruttivi consistiti in favori e regali a pubblici funzionari – avevano ravvisato la sussistenza di gravi indizi e delle esigenze cautelari. Ora la Cassazione ha annullato l’ordinanza stabilendo che una diversa sezione del Tribunale del Riesame di Napoli dovra’ rivalutare gli elementi. Non si sa ancora quali punti i giudici del Riesame saranno chiamati a riesaminare. Il dispositivo della Cassazione e’ stato depositato alle tre della scorsa notte e occorrera’ attendere alcuni giorni per la pubblicazione delle motivazioni. Allo stato, come spiegano i legali, Romeo resta comunque ai domiciliari. “La Corte di Cassazione ha annullato, e per la seconda volta nel giro di pochi mesi, i provvedimenti cautelari nei confronti dell’avvocato Alfredo Romeo. Provvedimento che in questo caso, cosi’ come in quello preso in precedenza dall’Autorita’ Giudiziaria di Roma nell’ambito della cosiddetta inchiesta Consip, non era – afferma la Corte – basato su alcuna legittima motivazione”: cosi’ il collegio difensivo dell’imprenditore, gli avvocati Francesco Carotenuto, Alfredo Sorge, Giovanni Battista Vignola. Secondo i legali di Romeo, i pronunciamenti della suprema Corte concorrono a dimostrare “pretestuose le azioni della Consip a danno della Romeo Gestioni, con i suoi oltre ventimila lavoratori tra dipendenti diretti e dell’indotto. Consip, infatti, con una mossa solo mediatica e di grave azzardo giuridico, ha escluso da sei gare in corso Romeo Gestioni, non solo senza attendere le decisioni del Consiglio di Stato su un normale contenzioso amministrativo, ma ancor piu’ senza attendere le decisioni proprio della Suprema Corte. Una scelta, quella di Consip, che riteniamo sara’ fortemente inficiata anche in virtu’ dell’attuale pronunciamento”. La Cassazione infatti, affermano i legali, “ha messo con evidenza in discussione l’assetto dell’impianto accusatorio costruito su una figura immaginaria dell’imputato del tutto alterata rispetto alla realta’ dei fatti, al punto da chiedere quei passi restrittivi che la Corte ha poi bocciato, ma che hanno creato nel frattempo danni inenarrabili alle aziende dell’avvocato Romeo”