Portici, l’asilo dell’ex candidato sindaco cade a pezzi: marciapiede off-limits

Portici, l’asilo dell’ex candidato sindaco cade a pezzi: marciapiede off-limits

Portici, l’asilo dell’ex candidato sindaco cade a pezzi: marciapiede off-limits

Portici. Piovono calcinacci dall’asilo nido Pennese dell’ex candidato a sindaco Riccardo Russo, il Comune chiude il marciapiedi. L’ennesimo caso di stabili a rischio crollo mette in ginocchio la viabilità nella città della Reggia: stavolta a creare disagi e malumori è l’asilo nido dell’ex candidato a sindaco Riccardo Russo, sceso in campo con una coalizione di centrosinistra composta da 3 liste civiche. L’avvocato penalista è gestore di diverse attività produttive a Portici, tra cui la terrazza dell’800 Napoletano – in cui Riccardo Russo svolge servizi socialmente utili come la mensa del buon samaritano che fornisce pasti caldi ai bisognosi – e l’asilo nido nella centralissima via Armando Diaz, finito al centro delle polemiche per la scarsa sicurezza. Nei giorni scorsi infatti, si sono staccati dalla struttura – in seguito alle forte piogge e alle sferzanti raffiche di vento – svariati calcinacci dai cornicioni, finiti direttamente sul marciapiedi sottostante. Fortunatamente al momento del crollo non c’erano passanti e nessuno e rimasto ferito, ma gli uomini della polizia municipale e gli esperti dell’ufficio tecnico del Comune – al termine del sopralluogo del caso – hanno optato per la chiusura al traffico pedonale del marciapiedi. Un provvedimento che ha infiammato gli animi dei cittadini, pronti a esternare la pericolosità di dovere percorrere la strada invadendo la carreggiata dove sfrecciano auto e moto. «Non è possibile chiudere il marciapiedi in questo modo – tuonano gli abituali frequentatori di via Armando Diaz -. Anziani e disabili sono costretti a camminare in strada, le mamme con i passeggini devono evitare le auto in corsa». Ma, secondo la relazione della polizia municipale, il marciapiedi in questione, resta off-limits perché dall’istituto Pennese rischiano di crollare ulteriori calcinacci. «Al momento della caduta dei calcinacci, ero ricoverato in ospedale – spiega Riccardo Russo -. Ho dato mandato a una ditta per la messa in sicurezza, ricordando che lavoriamo in maniera totalmente gratuita. Il Comune ha chiuso il marciapiedi senza i  controlli del caso, allungando così i tempi per la messa in sicurezza: mi hanno chiesto un progetto, quando bastava il “ragno” e qualche operaio. Abbiamo salvato la struttura dal degrado, ma se la volontà è farci andare via, non abbiamo problemi».