Scandalo politiche sociali a Torre del Greco: l’ufficio come un tugurio

Scandalo politiche sociali a Torre del Greco: l’ufficio come un tugurio

Scandalo politiche sociali a Torre del Greco: l’ufficio come un tugurio

Torre del Greco. Il trasferimento dai locali di viale delle Forze Armate al piano terra dell’ex mercato ortofrutticolo di viale Sardegna fu deciso nel 2015: alla guida della città c’era l’ex sindaco Ciro Borriello e al «coordinamento» delle politiche sociali c’era l’assessore Donato Capone, successivamente sostituito dal fedelissimo Domenico Balzano. Tutti d’accordo a spostare gli uffici di un settore nevralgico e delicato da uno sgangherato appartamento al primo piano del centro storico di Torre del Greco a un’ampia e solitaria struttura comunale di periferia. Ma – a distanza di tre anni – le conseguenze pratiche per operatori e cittadini sono disastrose.

La pioggia di disagi

L’inferno degli uffici destinati alle politiche sociali comincia già all’ingresso: i locali al piano terra – ricavati sotto i box del mercato ortofrutticolo – sono ridotti come un rudere abbandonato della zona mare. La struttura comunale è vittima di una serie di infiltrazioni in vari punti, capaci di scatenare vere e proprie emergenze durante il periodo invernale: una situazione aggravata dalle crepe e lesioni presenti presenti in diversi punti del soffitto e dalla completa assenza di un adeguato sistema di riscaldamento. Durante le giornate di pioggia – come succede a palazzo La Salle – mancano solo gli ombrelli aperti, perché impiegati e assistenti sociali sono costretti a sedere al proprio posto dietro la scrivania con i cappotti. E guai a utilizzare i bagni, privi di acqua calda e senza scarichi funzionanti. D’altronde, l’impianto fognario dell’intero ex mercato ortofrutticolo non riesce a «coprire» le esigenze della struttura al punto da provocare odori nauseabondi.

L’emergenza sicurezza

Non bastassero i problemi «strutturali» emersi già a partire dai primi mesi del 2015, gli uffici ricavati in viale Sardegna presentano una criticità non indifferente per un servizio dedicato alle fasce deboli: la mancanza di un «front office» e di addetti alla sicurezza. Preziosi accorgimenti per scongiurare il rischio di intemperanze o aggressioni, un pericolo già sfociato in vari episodi di violenza puntualmente denunciati alle forze dell’ordine. In occasione dell’ultima furibonda lite, un’impiegata fu costretta a ricorrere alle cure del pronto soccorso e poi a chiedere e ottenere il trasferimento in un differente settore comunale.

Gli appelli inascoltati

Una situazione potenzialmente esplosiva, finita in decine di segnalazione – prima all’ex sindaco Ciro Borriello e ora al commissario straordinario Giacomo Barbato – affinché fossero individuate le necessarie contromisure per arginare criticità insostenibili per un ufficio comunale così nevralgico e delicato. Segnalazioni puntualmente rimaste inascoltate, con conseguenti proteste e polemiche. Non a caso, recentemente proprio i dipendenti del settore politiche sociali hanno ribadito al traghettatore del Comune la necessità di provvedere al «trasferimento degli uffici presso locali idonei a tutelare la salute e l’incolumità di chi opera nel settore». Un disperato appello per procedere in tempi brevi all’individuazione di una soluzione finale, prima dell’arrivo di una nuova amministrazione comunale. Quando a prevalere, come accaduto in passato, potrebbero essere «esigenze politiche» e non funzionali.