Pompei. Da scugnizzo a re di Gomorra, la scalata di Russo junior

Pompei. Da scugnizzo a re di Gomorra, la scalata di Russo junior


 

 Da scugnizzo dei vicoli di provincia a re di Gomorra. Da figlio di un ras del clan Cesarano – la cosca che detta legge tra Pompei e Castellammare di Stabia – a capoclan degli Amato-Pagano, gli scissionisti dei Di Lauro che – secondo una recente relazione dell’Antimafia – sono a capo della filiera dello spaccio di droga a livello internazionale. 

E’ la storia dell’ascesa criminale di Francesco Paolo Russo, il 27enne originario di Pompei recentemente invischiato in un’inchiesta per omicidio con l’aggravante delle finalità mafiose. Russo, in carcere da 2 anni, avrebbe fatto parte del commando di fuoco che nel 2014 massacrò a colpi di pistola – in un centro estetico ad Arzano – due persone, tra cui una vittima innocente. Ma al di là del ruolo di Russo in questa vicenda, dalle carte dell’inchiesta – culminata nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip, Antonio Tarallo nei giorni scorsi – viene fuori il ritratto criminale del 27enne. Per i pentiti che hanno aiutato gli inquirenti a svelare le trame del delitto, Russo non è un semplice sicario. Ma una figura di spicco del clan Amato-Pagano, uno dei protagonisti del piano di conquista messo in campo dagli “spagnoli” per mettere le mani sulla gestione di racket e spaccio tra Arzano e Marano.