Gragnano. Ladro di orologi confessa: “Ho rubato per i miei figli”

Gragnano. Ladro di orologi confessa: “Ho rubato per i miei figli”

Ladro di orologi confessa: "Ho rubato per i miei figli"

«Signor giudice è vero, ho rubato. Ma l’ho fatto per i miei figli. Mia moglie aspetta un bambino. Ho cercato lavoro ovunque ma nessuno mi ha dato un’opportunità». E’ così che A.B., pregiudicato 38enne di Gragnano, si è giustificato, davanti ai giudici del tribunale di Torre Annunziata, nel processo che lo vede imputato per furto. I fatti risalgono a domenica notte. 

L’uomo viene intercettato da una pattuglia dei carabinieri in via Castellammare, una delle arterie principali della città di Gragnano. I militari dell’Arma, impegnati in un servizio di controllo del territorio, bloccano il 38enne mentre si trova all’interno di un’auto, una Fiat Punto. A destare la curiosità delle forze dell’ordine il comportamento sospetto dell’uomo. Da qui il controllo nella vettura. Dalle verifiche è emerso che il pregiudicato era in possesso di un sacchetto con all’interno alcuni orologi, probabilmente il bottino messo insieme dopo aver rovistato per alcuni minuti all’interno della vettura. A confermare i sospetti delle forze dell’ordine anche il coltello ritrovato nel cappotto dell’uomo. Una lama scheggiata che il 38enne avrebbe usato – secondo quanto affermato dal carabiniere che ha preso parte al sopralluogo e che ha testimoniato in aula – per forzare la serratura dell’auto parcheggiata ai bordi della strada.

L’uo- mo viene intercettato da una pattuglia dei carabinieri in via Castellammare, una delle arterie principali della città di Gragnano. I militari dell’Arma, im- pegnati in un servizio di controllo del territorio, bloccano il 38enne mentre si trova all’interno di un’auto, una Fiat Punto. A destare la curiosità delle forze dell’ordine il comportamento sospetto dell’uomo. Da qui il controllo nella vettura. Dalle veri che è emerso che il pregiudicato era in possesso di un sacchetto con all’interno alcuni orologi, probabilmente il bottino messo insieme dopo aver rovistato per alcuni minuti all’interno della vettura. A confer- mare i sospetti delle forze dell’ordine anche il coltello ritrovato nel cappotto dell’uomo. Una lama scheggiata che il 38enne avrebbe usato – secondo quanto affermato dal carabiniere che ha preso parte al sopralluogo e che ha testimoniato in aula – per forzare la serratura dell’auto parcheggiata ai bordi della strada.
Ieri mattina il 38enne si è presentato, davanti al giudice Federica De Maio del tribunale di Torre Annunziata, per la convalida del fermo. Dopo la minuziosa descrizione dei fatti da parte degli investigatori, il pregiudicato ha deciso di raccontare la sua versione dei fatti. Ammettendo le sue colpe e “giustificandosi” secondo il più classico dei copioni. «Sopravvivo grazie a un sussidio – le parole dell’uomo – sono disoccupato e mia moglie aspetta un bambino. Ho cercato lavoro ovunque ma nessuno mi ha voluto aiutare. Ho sbagliato, lo so. Ma non sapevo che altro fare per dare una mano alla mia famiglia». Il racconto struggente dell’uomo – proprio nel giorno della festa del papà – non ha però “commosso” il pubblico ministero che per il 38enne ha invocato la misura cautelare degli arresti in carcere. Ma il giudice ha accolto in parte le osservazioni mosse dal legale dell’imputato, concedendo al ladro-genitore la misura più mite dell’obbligo di firma.