Mafia e droga in Salento: arrestato ex portiere del Lecce

Mafia e droga in Salento: arrestato ex portiere del Lecce

Mafia e droga in Salento: arrestato ex portiere del Lecce

Nelle intercettazioni telefoniche lo chiamavano ‘calcio’ o ‘portiere’ quando si riferivano all’ex calciatore del Lecce, Davide Petrachi. Proprio l’ex portiere giallorosso, leccese di 32 anni, e’ una delle 37 persone arrestate nell’operazione antidroga dei carabinieri. Si trova agli arresti domiciliari con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di droga per aver ceduto almeno in quattro occasioni cocaina ad altrettanti acquirenti. Alcuni clienti lo hanno anche riconosciuto mentre acquistavano la droga perche’ Petrachi e’ stato uno dei portieri della rosa del Lecce calcio per 7 stagioni, militando anche in serie A (2011-2012), fino alla stagione 2014-2015 per poi giocare nella Virtus Lanciano, Martina Franca e Nardo’ calcio in serie D. Quest’anno indossava la maglia del Melendugno (Lecce) in Terza categoria. L’indagine, dei pm della Dda di Lecce Guglielmo Cataldi e Maria Vallefuoco, ha permesso di smantellare tre organizzazioni criminali che trafficavano e spacciavano droga con un giro d’affari che superava il milione di euro l’anno, come e’ stato ricostruito attraverso i ‘pizzini’ della contabilita’ dei pusher sequestrati dai militari. Nel corso dell’inchiesta sono emersi viaggi in Spagna e Albania per la fornitura di droga e, per uno degli arrestati, connessioni con gruppi mafiosi operanti a Roma e a Secondigliano. In manette sono finti anche presunti appartenenti alla Sacra corona unita (Scu), la mafia salentina. Un ruolo rilevante lo avevano le donne e i bambini. Le prime tagliavano la droga e accompagnavano gli uomini sui luoghi di spaccio per allontanare i sospetti degli investigatori. I bambini, invece, nascondevano i barattoli contenenti lo stupefacente nei muretti a secco, vicino ai luoghi di spaccio. I carabinieri sono riusciti anche a documentare un episodio inquietante sull’utilizzo di un bambino di 8 anni da parte dei suoi genitori-spacciatori. Al piccolo, durante un viaggio in auto con padre e madre, e’ stato affidato un quantitativo di droga, nascosto nei vestiti, e gli e’ stato detto: “Se ti fermano sai come disfartene”. I reati contestati a vario titolo sono associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, associazione di tipo mafioso, detenzione abusiva di armi e di materiale esplosivo, estorsione, porto abusivo di armi, sequestro di persona e violenza privata. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati quantitativi di hashish, cocaina, eroina, quattro detonatori, due ordigni esplosivi artigianali, cinque pistole, munizioni e un kalashnikov.