Pompei. L’odio social sul Gay Pride: “Vi picchiamo”

Pompei. L’odio social sul Gay Pride: “Vi picchiamo”


A destra l’immagine della Madonna in lacrime, a sinistra le foto che ritraggono alcuni momenti dei passati Gay Pride definiti tra «il porno e il carnevalesco»; sullo sfondo il Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei. E’ il manifesto per dire no alla manifestazione arcobaleno diventato virale sui social. Su Facebook sono spuntati gruppi per manifestare il proprio dissenso nei confronti della sfilata Lgbt che attraverserà le vie della città mariana il prossimo 30 giugno. Gruppi che hanno raccolto centinaia di adesioni nel giro di poche ore. E la situazione è degenerata tra insulti e intimidazioni nei confronti di chi prenderà parte all’evento che ormai da anni si tiene in tutta Italia. «Abbiamo denunciato le minacce fisiche», fa sapere il presidente di Arcigay Napoli, Antonello Sannino, addirittura ‘taggato’ in un commento di incitamento all’odio. A postarlo un dirigente napoletano di Forza Nuova, Salvatore Pacella. Sui social scrive: «Sappiate che se venite a “frocieggiare” fuori al Santuario, vi pigliamo a calci». Altre frasi omofobe sono state scritte nei gruppi, tra questi Pompei- No Gay Pride. «Facciamo crescere questa pagina a dismisura – scrivono ancora – tutti devono sapere quello che accadrà il 30 giugno alle porte del Santuario di Pompei». «Un giorno aspettatevi queste scene anche all’interno della chiesa, diciamo no a questo scempio. Presidiamo il Santuario per tutta la giornata». E ancora: «Hanno organizzato il Gay Pride a Pompei in concomitanza con la preghiera mariana. Una provocazione senza precedenti e un attacco ai valori cristiani».