Torre Annunziata: il fiume dei veleni avrà un’altra foce

Torre Annunziata: il fiume dei veleni avrà un’altra foce

La Regione Campania è pronta a investire altri 300 milioni per disinquinare il fiume Sarno, quasi 70 serviranno solo per realizzare la seconda foce a Torre Annunziata. E’ quanto emerge dalla delibera approvata dalla giunta De Luca che ha definito il programma degli interventi che per poco di 100 milioni di euro è già finanziato, mentre per la parte restante si attingerà dai fondi europei 2014-2020. Sono undici gli interventi da eseguire, suddivisi in 5 lotti funzionali che stanno seguendo iter diversi e sono stati affidati ad altrettanti rup (responsabili unici del procedimento).

La seconda foce

Il lotto 1 – quello che prevede la realizzazione di uno scolmatore a Rovigliano – è ormai avviato alla conclusione dei lunghi passaggi burocratici. Nel giugno 2015 arrivò il via libera della Conferenza dei Servizi, tra il febbraio e l’aprile del 2017 sì è giunti alla validazione e all’approvazione del progetto definitivo. La Regione ha chiesto solo un’ulteriore verifica di eventuali soluzioni alternative o migliorative rispetto a quanto previsto nel progetto. Ma nei fatti la necessità di Palazzo Santa Lucia di rispettare i tempi imposti dall’Europa per la sistemazione idraulica del bacino del fiume Sarno, potrebbe anche portare ad un’accelerata per l’appalto dei lavori. La Regione dunque investirà 19,6 milioni di euro per opere di riqualificazione ambientale a Torre Annunziata e ben 49,6 milioni per l’adeguamento del canale Bottaro a seconda foce. La delibera, con la quale la giunta De Luca approva il programma degli interventi, conferma quanto emerso già nel corso della campagna elettorale del 2017, quando il Partito Democratico e lo stesso Governatore s’affannarono a garantire lo stop al progetto.

Le altre opere

Quello della seconda foce a Torre Annunziata, d’altronde, è anche l’unico lotto ormai definito del Grande Progetto Sarno. Per il secondo e il terzo che prevedono rispettivamente “Adeguamento e sistemazione fiume Sarno a monte traversa di Scafati e dell’alveo Comune Nocerino” e “Sistemazione ed adeguamento alveo Comune Nocerino 2° tronco, Cavaiola e Solofrana a valle della vasca di Pandola e realizzazione della vasca Casarzano” – si è in fase di rielaborazione dei progetti. Mentre per il quarto e il quinto lotto – che prevedono rispettivamente “Realizzazione vasche comparto alta Solofrana, Calvagnola e Lavinaio ed adeguamento della Solofrana a monte della vasca di Pandola 2°tronco” e “Adeguamento e sistemazione di canali secondari” – non sono state nemmeno ancora indette le Conferenze dei Servizi.

La Regione tuttavia ha già definito il quadro economico delle relative opere (vedi prospetto al lato), tra le quali spiccano anche quelle delle vasche di laminazione vesuviane (33,8 milioni di euro) e la rifunzionalizzazione del Canale Conte di Sarno (13,8 milioni di euro). Opere che per ora restano sulla carta, mentre l’unico progetto realizzato del Grande Progetto Sarno è quello immateriale che prevedeva la fornitura e l’installazione di 14 stazioni di monitoraggio delle portate sul fiume Sarno e sugli affluenti principali, nonché dei servizi di campionamento e analisi per la valutazione della qualità delle acque. Le stazioni di monitoraggio resteranno attive fino alla prossima estate.

IL PROGRAMMA DELLA REGIONE

Dei 5 lotti funzionali del Grande Progetto Sarno solo il primo – quello che prevede la realizzazione della seconda foce a Torre Annunziata – è ormai giunto alla fine del percorso burocratico. Il secondo e il terzo (leggi articolo in pagina) non hanno ancora un progetti definitivo, mentre per il quarto e il quinto lotto non sono state nemmeno indette le rispettive Conferenze dei Servizi. L’unico progetto completato è quello immateriale che prevedeva l’installazione di stazioni di monitoraggio in 14 punti.


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