Cisterne, l’incubo al porto. Ora anche il sindaco si ricrede

Dopo la tragedia di Livorno torna sotto i riflettori l’ampliamento dei serbatoi a ridosso del centro Ignorate le proteste dei residenti. Ascione: «Chiederemo maggiori controlli sull’impianto Isecold»

Cisterne, l’incubo al porto. Ora anche il sindaco si ricrede

Torre Annunziata «La tragedia di Livorno ci spinge a riflettere e ovviamente il pensiero va al deposito del nostro porto: chiederemo all’imprenditore di applicare ulteriori misure di sicurezza e controlli». Si ricrede il sindaco Vincenzo Ascione che nell’esprimere vicinanza alla famiglia di Nunzio sposta la vicenda su Torre Annunziata.

Gli spettri

Due fotografie simili di due porti diversi. La prima di Livorno, teatro della tragedia che è costata la vita ai due operai dell’azienda Labromare, Nunzio Viola, 52enne, e Lorenzo Mazzoni, 25 anni. La seconda di Torre Annunziata, dove la Isecold sta costruendo quattro nuove cisterne di idrocarburi con la benedizione della Regione e del Comune. Ci sono 574 chilometri di distanza dalle due città ma la paura da mercoledì le unisce a doppio filo, forse anche per la storia di Nunzio, una delle due vittime di Livorno, un figlio di Torre che era partito anni fa per avere un futuro più sereno.

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