Il soldato spietato del clan che imitava Vallanzasca

Il soldato spietato del clan che imitava Vallanzasca
20040806- CAMORRA: PREVISTA SCARCERAZIONE BOSS FABBROCINO PROSSIME ORE- Mario Fabbrocino, in una foto d'archivio scattata all' arrivo all'aeroporto Leonardo da Vinci di Roma, da Buenos Aires. prevista nelle prossime ore la scarcerazione del boss della camorra, detenuto nel penitenziario Terni. Secondo quanto confermato da fonti della Dda di Napoli, Fabbrocino ha espiato i sette anni inflittigli in seguito ad una condanna definitiva per traffico di droga, unico procedimento per il quale l'Argentina nel 1999 concesse l'estradizione. Il boss fu arrestato in Sudamerica nel 1997: le autorita' argentine concessero l'estradizione solo per la condanna definitiva e non anche per altre inchieste a carico di Fabbrocino nell'ambito delle quali erano state emesse ordinanze di custodia cautelare. VERGATI-ARCHIVO/ANSA/PAT

San Giuseppe/Ottaviano  – Si faceva chiamare da tutti Vallanzasca. Quel soprannome lo aveva scelto lui, perché somigliare a Renato Vallanzasca gli piaceva e un po’ cercava anche di imitarlo. Valerio Bifulco non era un soldato qualunque e né un affiliato come gli altri: lui sapeva comandare, sapeva intimorire e sapeva come ottenere quello che voleva. La sua militanza nel clan Fabbrocino era servita e in poco tempo era cresciuto nel suo curriculum criminale tanto da arrivare a stringere contatti e alleanze anche con clan napoletani, fino a diventare l’intermediario e l’uomo di fiducia negli affari dei Fabbrocino.

Anche lui è finito in manette nella maxi retata di mercoledì notte messa in campo dai carabinieri di Castello di Cisterna e il suo nome spunta fuori nella ricostruzione di uno scenario inquietante nel quale a finire nel mirino decine e decine di imprenditori di San Giuseppe Vesuviano, Terzigno ed Ottaviano. Pagare la tangente non era una possibilità. Un obbligo. Nessuna altra scelta se non quella di versare la somma che Valerio Bifulco. Imprenditori minacciati, intimoriti, seguiti e in alcuni casi picchiati.

Leggi l’articolo completo su Metropolis Quotidiano http://metropolis.ita.newsmemory.com/


ULTIME NEWS