S’innamora della “sua” escort La storia finisce in tribunale

S’innamora della “sua” escort  La storia finisce in tribunale

Gragnano – Poteva essere una storia d’amore da film. Una riproduzione nella realtà di Pretty Woman, la celebre pellicola di Garry Marshall nella quale Edward (intepretato da Richard Gere) s’innamora della giovane prostituta Vivian (Julia Roberts) e riesce a strapparla alla strada. Invece s’è trattato di una storia d’amore durata appena un anno, tra denunce e bugie finita in un’aula di Tribunale. Edward – in questo caso un 43enne di Gragnano, difeso dall’avvocato Marziano Vicidomini – è stato persino costretto a difendersi dalle accuse di stalking e furto, dalle quali è stato assolto dal giudice Stefania Riccio, dell’undicesima sezione del Tribunale di Napoli.

La storia Tutto comincia nel febbraio del 2011. L’uomo di Gragnano conosce una ragazza di Napoli di 3 anni più giovane, ma con un passato burrascoso. Lui va oltre, s’innamora di lei e comincia una relazione.

Per un anno sembra filare tutto liscio, ma l’uomo continua ad avere sospetti sulla donna e soprattutto sulla sua vita privata, così decide di lasciarla. Una decisione che scatena la reazione imprevedibile della donna, che lo denuncia per stalking e furto. La 40enne di Napoli lo accusa di averla picchiata, pedinata, derubata dei soldi e addirittura di essere la causa del suo licenziamento da un locale nel quale lavorava come barista. L’uomo di Gragnano che aveva creduto veramente di poter vivere quella storia d’amore così complessa, si ritrova trascinato in aula di Tribunale.

Il processo

Nel corso del dibattimento, però, vengono fuori tutte le incongruenze del racconto della donna. Lei affermava che a causa di un pestaggio aveva camminato zoppa per un mese, ma la stessa madre della donna davanti al giudice ha sostenuto di averla vista infortunata al massimo per un giorno, senza sapere spiegare il perché.

La 40enne napoletana aveva raccontato di essere stata costretta a cambiare la serratura della porta d’ingresso del suo appartamento perché l’uomo entrava e le rubava i soldi, ma suo padre ha sostenuto di essere entrato sempre con le stesse chiavi a casa della figlia. Stesso discorso per gli imprenditori che in aula hanno negato di aver licenziato la donna perché il 43enne di Gragnano faceva scenate di gelosia, spiegando che non conoscevano nemmeno quell’uomo. La difesa – rappresentata dall’avvocato Marziano Vicidomini – tra l’altro ha prodotto in sede di dibattimento anche messaggi e alcune mail inviate all’ex fidanzato nei quali la donna scriveva «sono stata costretta a denunciarti», «ti amo», «solo tu potevi salvarmi».

Argomentazioni che hanno convinto il giudice del Tribunale di Napoli Stefania Riccio ad assolvere il 43enne di Gragnano dalle accuse di stalking e furto «perché il fatto non sussiste».

La fine di un incubo durato 7 anni per un uomo che s’era innamorato della donna sbagliata.

 


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