Banche: commissariata la Fondazione Banco di Napoli

Banche: commissariata la Fondazione Banco di Napoli

NAPOLI – Mesi di conflitti interni e di veleni: ora alla Fondazione Banco di Napoli arriva il commissario. Una decisione che ha del clamoroso, e abbastanza inedita nel suo genere, quella del Ministero del Tesoro, notificata con una mail inviata alla Fondazione cui ha fatto seguito stamani l’arrivo del commissario prescelto, che e’ Giovanni Mottura, presidente nazionale degli amministratori giudiziari. Il presidente della Fondazione, il docente Daniele Marrama, fuori Napoli al momento dell’arrivo del commissario, e’ stato avvisato al telefono dallo stesso Mottura. Il commissariamento e’ l’epilogo di una guerra interna che va avanti da oltre un anno. Nel mirino dei tanti esposti recapitati all’organismo del Tesoro che vigila sulle fondazioni bancarie la gestione del presidente Marrama accusato, da una parte del Consiglio generale, di una gestione discutibile e in particolare di aver portato a termine l’acquisizione di quote in Brs (Banca Regionale di Sviluppo) senza passare per il voto del Consiglio stesso. La vicenda provoco’ una spaccatura all’interno del Consiglio generale con sei dissidenti (OraziossAbbamonte, Francesco Caia, Rossella Paliotto, Antonio Baselice, Donato Pessolano e Vincenzo Di Baldassarre) sull’Aventino a chiedere con una serie di esposti al Ministero la revoca del Cda. Il provvedimento, di cui ha preso visione il direttore generale della Fondazione Antonio Minguzzi, ha colto di sorpresa lo stesso Marrama il quale contava di poter portare a termine il suo mandato, in scadenza a maggio prossimo, e che era in predicato di ricandidarsi. Mottura, oggi al primo giorno di lavoro, e’ atteso da una serie di adempimenti: dall’approvazione del bilancio consuntivo alla ricostituzione del Consiglio generale, con la sostituzione di sei dissidenti tutti dimissionari; fino alla gestione delle elezioni per il rinnovo delle cariche. Con lui, oggi, nel palazzo di via dei Tribunali 213 si e’ presentata anche una funzionaria dell’organismo di vigilanza sulle fondazioni bancarie. “Aspetto prima di leggere il provvedimento” la reazione di Orazio Abbamonte, uno dei dissidenti.


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