Bilancio lacrime e sangue. Guerra tra DeMa e il Pd

I beni pubblici a garanzia per il mega-debito dell’amministrazione Il sindaco: «Paghiamo per disastri di 30 anni fa». Ederoclite: «Incompetenti»

Bilancio lacrime e sangue. Guerra tra DeMa e il Pd

Il bilancio lacrime e sangue del Comune di Napoli innesca lo scontro tra il sindaco “arancione” Luigi de Magistris e il Partito Democratico. A rinfiammare la vecchia polemica tra i democrat e il primo cittadino partenopeo il via libera al bilancio del 2018. Un via libera che de Magistris definisce un «miracolo» contro «l’usura di Stato».

«Senza mettere in liquidazione Anm, senza cedere i gioielli della città, anche se costretti a mettere a garanzia per l’usura di Stato alcuni immobili che faremo di tutto per non vendere se si creeranno determinate condizioni amministrative, giuridiche e normative alle quali dobbiamo lavorare – le parole del sindaco Luigi de Magistris – E’ ormai evidente – aggiunge – che la città in questi anni e’ stata attaccata più volte da settori della politica e delle istituzioni. Ci vogliono fare fuori da sette anni. Fanno ancor più male, pero’, alcuni proiettili istituzionali, taluni dei quali anche perfidi, particolarmente ingiusti ed inaccettabili. Abbiamo superato il limite della sopportazione istituzionale. L’ingiustizia e la cattiveria con cui si sta attaccando la città, il suo popolo – in quanto sugli abitanti ricadono gli effetti delle ingiustizie – e chi ha il diritto di amministrarla senza essere costantemente bersaglio di armi non convenzionali, devono trovare immediata riparazione. A chi ci vuol far morire con violenza politica e/o istituzionale senza precedenti in Italia – nessun Comune si tenta di far cadere usando un debito di cento milioni dello Stato del 1980 – risponderemo non con la loro violenza istituzionale e con la loro ingiustizia, ma con l’amore per la nostra Citta’ e con la ribellione democratica alle ingiustizie».

Dura la replica del presidente dell’assemblea metropolitana del Pd, Tommaso Ederoclite che definisce «incomprensibile l’atteggiamento del sindaco che, davanti all’ennesimo errore in materia contabile, continua a parlare di “proiettili istituzionali” e di fantomatici poteri forti che, come nei peggiori fumetti, vorrebbero far morire la città». «Il problema reale è che il Sindaco e la sua giunta in 7 anni hanno cercato in ogni modo di nascondere i loro errori con la propaganda. Dopo che il governo ha teso la mano alla città e ai cittadini per ben due volte, l’amministrazione ha pensato bene di nascondere un debito a bilancio nel 2016 quando quel debito andava scritto. Quel debito bisognava inserirlo a bilancio e il governo lo avrebbe coperto per il 77%. Ma l’amministrazione ha pensato scientificamente di nasconderlo, o addirittura non metterlo a bilancio per pura incompetenza. In tutti e due i casi è gravissimo, soprattutto se si scaricano le colpe sugli altri. Ed ancora più grave è quando queste colpe ricadono sui cittadini, svendendo beni immobili della città per riparare l’errore.

 


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