Ciro Formisano

Trascinò 14enne nel retro del bar toccandole le parti intime, condannato il barista

Trascinò 14enne nel retro del bar toccandole le parti intime, condannato il barista

Ciro Formisano

E’ accusato di aver molestato una ragazzina di appena 14 anni. L’avrebbe costretta ad atti sessuali nel bagno di un bar a Pompei. Un’accusa terribile e infamante che rischia di costare una condanna a 5 anni e 8 mesi di carcere, in secondo grado, ad un imprenditore 43enne di Castellammare di Stabia. Ieri mattina, davanti ai giudici della sesta sezione penale della Corte d’Appello di Napoli, il procuratore generale ha, infatti, chiesto la conferma della condanna di primo grado (emessa nel 2009 dal tribunale di Torre Annunziata). Per questa vicenda i giudici oplontini avevano disposto tra le pene accessorie – anche la sospensione della potestà genitoriale per il 43enne.

I fatti

Tutto comincia in un giorno d’estate del 2006 in un bar di Pompei. E’ il pomeriggio dell’1 luglio. Giovanna (nome di fantasia) è una ragazzina di 14 anni. Assieme al suo fratellino è andata a trovare i nonni. A un certo punto, però, decidono di scendere per andare al bar per comprare una busta di patatine. Giovanna entra nel locale, mentre il suo fratellino l’aspetta fuori davanti al cartello pubblicitario dei gelati. E’ in questo momento che – secondo i giudici e la procura di Torre Annunziata – succede qualcosa di terribile. L’imprenditore titolare del bar, che di anni ne ha 31, rimane affascinato dalla ragazzina. Prima qualche complimento, poi la follia. L’uomo – sempre secondo le accuse – avrebbe preso la ragazzina per un braccio trascinandola nel bagno del locale. Prova anche a chiudere la porta, ma la 14enne si oppone e non ci riesce. Nonostante la ferma reazione della giovane, l’imprenditore non molla. Anzi, comincia a «baciarla e a toccarle il seno dopo aver alzato la maglietta», come si legge nella denuncia choc. «Infine si è sbottonato i pantaloni, le ha preso la mano e le ha fatto toccare i suoi genitali». La ragazza, però, non cede alla paura. Riesce ad opporsi e a sfuggire alla morsa delle molestie. A questo punto l’uomo si arrende, ma insiste: «Ci vediamo domani?», le parole che avrebbe ripetuto davanti allo sguardo sconvolto della giovane.