Pompei. I vigili distruggono il Papa anti-omofobia. Il giallo e l’imbarazzo per l’opera sfregiata

Francesco ‘testimonial’ della manifestazione arcobaleno. Il messaggio di pace: «L’amore vince, stop omofobia»

Pompei. I vigili distruggono il Papa anti-omofobia. Il giallo e l’imbarazzo per l’opera sfregiata

Del cuore dai colori dell’arcobaleno ne resta soltanto un angolo. S’intravede appena il rosso, un po’ di giallo e una minima parte di arancione confuso dal verde. Il volto sorridente di Papa Francesco è completamente strappato. L’abito bianco è macchiato da grosse striature nere. Dalla purezza alla sciatteria. L’immagine della pace finisce per trasformarsi in imbarazzo nel giro di poche ore. E quella figura sfregiata, raschiata fino a cancellarla, riporta a galla l’oscurantismo tipico dell’epoca del declino culturale. Agli anni della negazione della libertà di pensiero e dell’individuo. E’ quello che resta dell’omaggio anti-omofobo di Tvboy a Pompei, il luogo meta di pellegrini da ogni parte del mondo che il prossimo 30 giugno ospiterà il Gay Pride. La sua opera d’arte, realizzata dopo il famoso bacio tra Salvini e Di Maio affisso tra Montecitorio e Palazzo Madama, e che vale decine di migliaia di euro, è stata cancellata e rimossa dagli operai del Comune e dai vigili urbani soltanto poche ore dopo la sua realizzazione. Uno scempio del quale forse nemmeno si sono resi conto, a meno che qualcuno non abbia ordinato di cancellare una for- ma d’arte “scomoda”. Era stata creata nella notte sulla facciata di un cancello coperto momentaneamente da un pannello per i lavori in corso, a pochi passi dal Comune di piazza Bartolo Longo, dalla Basilica Santuario della Beata Vergine del Rosario e dal comando vigili di piazzale Schettini.

Il giallo

L’imponente cupola del Santuario di Pompei sovrasta il cielo stellato. Sono quasi le due di notte. Tvboy sbarca da Barcellona a Pompei. «Siamo arrivati», dice ai pochi presenti. Con lui ci sono Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli, e Daniela Lourdes Falanga, delegata per le politiche trans di Napoli. Dal- la borsa prende gli strumenti utili per la realizzazione della sua opera d’arte. Sono sotto al Comune, Tvboy si serve di un pannello nero posto davanti al cancello del cantiere del Museo Temporaneo d’Impresa come tela. Raffigura Papa Francesco, vestito col classico abito bianco, mentre fa il segno della vitto- ria con una mano. Sorregge un cartello. «Love wins, stop homophobia», è il messaggio d’amore racchiuso in un cuore coi colori arcobaleno. Nove ore dopo l’opera viene rimossa. Vandalizzata? No, cancellata dagli operai del Comune di Pompei,  insieme alla polizia municipale. Sul posto ci sono anche una pattuglia di carabinieri e una volante della polizia. Un giallo. Poche ore prima, l’Ente di piazza Bartolo Longo aveva condiviso sui propri canali social l’immagine di Papa Francesco col messaggio contro l’omofobia. E’ soltanto una nuova puntata di una querelle che sembra non conoscere fine nella città degli Scavi. Precedentemente c’era già stata un’altra bufera legata al patrocinio morale che l’amministrazione targata Pietro Amitrano avrebbe dovuto concedere in vista della manifestazione arcobaleno a piedi della Madonna.

La rimozione

Sono esattamente le 11,20 quando a Pompei – tra i selfie dei curiosi accorsi alle porte del Comune – l’opera viene cancellata. Un operaio raschia l’immagine che raffigura Papa Francesco, con l’aiuto della polizia municipale. Bastano pochi minuti e dell’immagine del pontefice non c’è più traccia. Tvboy era sbarcato prima a Napoli, e poi a Pompei, direttamente da Barcellona. Il suo voleva essere un omaggio alla città che ospiterà il prossimo Gay Pride, proprio a poche ore dal definitivo sì arrivato dalla Questura di Napoli. Pochi minuti prima, l’artista palermitano era stato tra i vicoli della città partenopea per dipingere Totò, Maradona e Pino Daniele.

Paste-Up

Tvboy è noto per le sue incursioni notturne nelle città di tutto il mondo per lasciare traccia della sua creatività e della sua arte. Arte che Pompei non ha saputo apprezzare. Tvboy, col volto coperto, ha realizzato l’opera in presenza di alcuni dirigenti delle associazioni Lgbt impegnate sul territorio in vista del corteo che passerà anche sotto al Santuario. La sua è la tecnica dello street artist, adottata per non essere riconosciuto e per muoversi agilmente nella notte, tra muri adatti e attrezzi preziosi per la realizzazione del Paste-Up, che consiste nella creazione di poster colorati di grandi dimensioni, prodotti in studio a mano con colori acrilici e poi affissi al muro con colla di farina. Bastano pochi minuti e l’immagine appare per magìa. Un’immagine che per il presidente di Arcigay Napoli, Antonello Sannino, era «una chiara risposta a chi, da quando è stato convocato il Pride prova a frenare la realizzazione della manifestazione nella città vesuviana: l’arte, la cultura e il bello contro chi ostile al riconoscimento dei diritti inviolabili delle persone».

Teresa Palmese