Sapori, profumi e arte. Tre giorni di pizza a Vico

Sapori, profumi e arte. Tre giorni di pizza a Vico

Vico Equense è una della poche città d’Italia in cui si può scrivere la parola pizza con l’iniziale maiuscola. Ed è una delle poche città che alla pizza dedica una festa lunga tre giorni che quest’anno si terrà da domenica 15 fino a martedì 17 aprile. Perché qui la pizza ha una precisa ed unica identità. Ha una propria consolidata storia ed una propria scuola di pensiero. La pizza vicana è uguale solo a se stessa. Molto lontana da quella più famosa partenopea e totalmente diversa da quelle che la partenopea la imitano in tutto il mondo. Qui la pizza nasce come una creatura diretta del pane: nasce doppia, ben lievitata e ben insaporita. Nasce insomma contadina e figlia dei fornai panettieri. Molto diversa da quella napoletana delle origini, che da centinaia di anni viene impastata dal pizzaiolo che non è anche panettiere. Viene preparata da chi impasta e inforna un disco sottile che non ha avuto nemmeno il tempo di lievitare ed è appena sporcato dalla farcitura. Qui, invece, c’è una lunga tradizione di pizze rettangolari, che sono nate nelle case contadine e dei panettieri e che poi Gigino o zuzzuso, diventato l’Università della Pizza, ha rese celebri in tutto il pianeta con il nome di “Pizza a Metro”. Si perché da Gigino in poi la storia si è messa in moto per raccontare a tutti il meraviglioso gusto di una pietanza originale che con orgoglio sa essere se stessa. Da quel momento è iniziato un quarantennio di successi che ha visto germogliare nel solco tracciato da Gigino decine e decine di pizzerie che hanno saputo esaltare i sapori originali di questa pizza. Il numero di pizzerie e locali che partecipano alla kermesse gastronomica di domenica prossima è indicativo di come la fama di questa particolare pizza abbia inciso anche nell’economia cittadina.

Infatti sono ben 25 le pizzerie, sparse su tutto il territorio vicano, che hanno aderito a questa terza edizione che si snoderà con stand e forni lungo le vie del centro cittadino. Al Buco, All’Angolo, Cerasè, Covo del Buongustaio, Cuore di Pizza, Da Cardone, Da Franco, Da Gighetto, Da Giovanni, Frate Cosimo, Il Casale del Golfo, Il Cavallino, La Piazzetta, L’Isola, Ma che Bontà, Momenti di Gusto, Mordi e Fuggi, Oasi Saltimbocca, Pizza a Metro, Pizza Taxi, Saporì, Terra Mia, Tigabelas, Titos e Torre Ferano sono i nomi dei famosi locali che con i loro bravi pizzaioli impasteranno migliaia di pizze che saranno degustate nella tre giorni. Infatti con il ticket di 10 euro si avrà diritto a cinque pezzi di pizza, di cui tre al gusto di Margherita 2 al gusto speciale preparate con i prodotti del territorio, una bottiglina d’acqua ed una bibita. Anche quest’anno l’incasso sarà devoluto in beneficenza come nelle altre edizioni. Con l’incasso della I edizione è stato possibile dare un ingente contributo per il rifacimento della facciata dell’ex Cattedrale locale, riportandola ai suoi colori originari, si è potuto acquistare una carrozzella a motore per un concittadino diversamente Ci troviamo in località Cannetiello, ad Agropoli, alle porte del Parco Nazionale del Cilento. Qui nel 1967 Antonio Verrone, spinto dalla passione per la viticoltura, impianta i primi vigneti di Aglianico e Fiano: una scelta logica per lui che, con lungimiranza, ha creduto sin dall’inizio nelle varietà tradizionali. Questi vigneti dimorano sui declivi collinari lungo i quali sono stati ricavati dei terrazzamenti a “Girapoggio”, a 150m di altitudine, affacciati sulla costa cilentana. Ad essi si sono aggiunte recentemente le vigne di Fiano nel borgo di Rocca Cilento, ad 800m slm: tutte curate personalmente, con tecniche a basso impatto ambientale, da Antonio e dai figli Paolo e Massimo, supportati dall’enologo cilentano Alfonso Rotolo. Quest’oggi vi parlo dell’Aglianico Vigna Girapoggio, un Cru che viene proprio dalla vigna storica, caratterizzata dal suolo ricco del tipico flysh cilentano. Le uve, concentrate dalle basse rese, vengono vinificate in acciaio, dove il vino matura per 12 mesi, ed affinato poi abile e sono state acquistate delle panchine per il Belvedere di San Francesco. Mentre l’incasso della II edizione è stato interamente devoluto al Comune per migliorare e potenziare le strutture sanitarie cittadine. Oltre agli stand della pizza quest’anno sono previste anche esposizioni di prodotti tipici e artigianali e nelle mattinate del 14 e 15 ci saranno laboratori di impasto per gli studenti delle scuole locali. Si partirà venerdì 13 aprile con un convegno per presentare la festa alla stampa e per celebrare il riconoscimento dell’Unesco all’arte del pizzaiolo napoletano come patrimonio dell’umanità. Poi il 15 la parola passerà ai forni e tutti potranno celebrare il gusto dell’arte dei pizzaioli vicani.


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