Eternit e stracci gettati in strada a Torre del Greco: la rimozione costa 10.000 €

Eternit e stracci gettati in strada a Torre del Greco: la rimozione costa 10.000 €

Torre del Greco. Non bastava l’emergenza rifiuti, con le isole ecologiche al collasso e le strade ridotte a pattumiere a cielo aperto. Né bastava, evidentemente, il prevedibile aumento della tassa Nu provocato dal crollo della percentuale di raccolta differenziata. A mettere un ulteriore carico di guai e costi sul servizio di igiene urbana all’ombra del Vesuvio arrivano gli sversamenti selvaggi di rifiuti speciali e pericolosi: complice l’assenza di adeguati controlli sul territorio – la ventilata task force è rimasta nel novero delle «buone intenzioni» del comandante dei vigili urbani Salvatore Visone e del commissario straordinario Giacomo Barbato – all’interno delle stazioni ecopunti e lungo le vie della periferia cittadina sono «spuntati» scarti di fibre tessili e guaine bituminose nonché vasche di eternit.

Materiale da smaltire attraverso un’apposita gara, perché non previsto dal capitolato d’appalto aggiudicato al consorzio Gema: così l’ente di palazzo Baronale è stato «costretto» a promuovere un ulteriore bando per la rimozione dei rifiuti speciali, compresa una settantina di bidoncini contenenti residui di pitture e vernici di scarto nonché un bidoncino contenente solvente e stracci tutti provenienti dalle attività lavorative del servizio viabilità.

Alla gara ufficiosa sono state invitate undici ditte specializzate, compreso lo stesso consorzio Gema di Pagani. Tra le quattro risposte arrivate all’ufficio igiene ambientale del Comune la migliore offerta economica è stata della So.Ge.Ri. di Torre Annunziata, a cui l’ente di palazzo Baronale ha affidato il compito di portare via dalle isole ecologiche dell’ex mercato ortofrutticolo di viale Sardegna e di via del Lavoro i rifiuti speciali abbandonati da ignoti. In aggiunta, la ditta Nu dovrà rimuovere da via Salzano e via Antica Trecase le guaine bituminose gettate in strada. Il tutto dietro l’esborso di circa 10.000 euro e spiccioli, comprensivi di Iva. L’ennesimo dazio – in soldi pubblici- pagato sull’altare dell’emergenza rifiuti in città e legato all’assenza di adeguati controlli del territorio.