Rampa Nunziante. L’intero palazzo costruito senza titolo abilitativo

Rampa Nunziante. L’intero palazzo costruito senza titolo abilitativo

Un “allarmante quadro in ordine alle falsità ideologiche commesse dai proprietari degli appartamenti” per attestare la legittimità urbanistica del palazzo in via Rampa Nunziante, a Torre Annunziata (Napoli), crollato il 7 luglio 2017 uccidendo 8 persone. E’ quanto emerso dalle indagini della Procura di Torre Annunziata culminate questa mattina nella notifica di 16 avvisi di conclusione indagini nei confronti di altrettanti indagati da parte di Carabinieri e Polizia di Stato. Secondo gli investigatori l’architetto Massimiliano Bonzani, attualmente sottoposto all’interdizione dall’esercizio della sua professione per 10 mesi, avrebbe reiteratamente attestati in atti a sua firma che il palazzo fosse legittimo dal punto di vista urbanistico, mentre l’intero fabbricato risulta realizzato in assenza di titolo abilitativo, risultando agli atti solo una licenza edilizia rilasciata il 5 giugno 1957 per una villetta bifamiliare, composta da una piccola rimessa padronale, un piano rialzato con due vani e accessori e da un piano superiore con 4 vani. Un edificio “completamente diverso” da quello effettivamente realizzato. Sempre secondo gli investigatori, i proprietari Rosanna Vitiello, Ilaria Bonifacio, Anuello Manzo, Emilio Cirillo, Roberto Cuomo e Massimiliano Lanfranco, nella Scia del 23 marzo 2016, avrebbero attestato falsamente “che l’intervento riguardava un immobile legittimato in quanto realizzato giusta licenza edilizia cui è seguita regolare autorizzazione di abitabilità” risalente al 25 maggio 1959. Gli stessi, in concorso con Mario Cirillo quale reale interessato e destinatario dell’appartamento formalmente promesso in vendita a Emilio Cirillo, e con l’architetto Bonzani, mediante tale falsa attestazione avrebbero indotto in errore il funzionario del catasto che procedeva ad effettuare le variazioni catastali sulla base delle false attestazioni contenute dei Docfa e nelle planimetrie dello stato dei luoghi. I reati di falso ideologico in atto pubblico sono stati inoltre contestati a Rita Buongiovanni, Giuseppe Buongiovanni, Donatella Buongiovanni e Roberta Amodio che, in qualità prima di promittenti venditori e poi di venditori dell’immobile interessato dal crollo in favore di Rosanna Vitiello, Ilaria Bonifacio, Aniello Manzo, Emilio Cirilli, Marco Cuccurullo, Roberto Cuomo e Massimiliano Lanfranco, avrebbero attestato falsamente nel contratto preliminare di vendita stipulato davanti al notaio Domenico Di Liegro il 20 luglio 2015 e nel contratto definitivo rogato il 21 aprile 2016, che “l’intero fabbricato era stato realizzato in epoca antecedente al 1 settembre 1967 in conformità alla normativa vigente”. Attestazione, sottolinea il procuratore Pennasilico, “non veritiera” in quanto “l’intero fabbricato risulta realizzato in assenza di titolo abilitativo”.

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