Giovanna Salavati

Auto di pregiudicate in fiamme nel rione C’è la pista spaccio

Auto di pregiudicate in fiamme nel rione  C’è la pista spaccio

Giovanna Salavati

Il raid

Una smart è stata distrutta del rogo in via Sambuco La proprietaria era da poco agli arresti domiciliari

Giovanna SALVATI Torre Annunziata Una Smart diventata in pochi minuti una palla di fuoco. Un rogo scoppiato nel pieno della notte che ha fatto scattare l’allarme in via Sambuco. L’ennesimo raid di fuoco, l’ennesimo incendio doloso che apre nuove piste investigative sulle tratte dello spaccio perchè l’auto divorata nell’incendio è di proprietà di una pregiudicata.

L’incendio

Le fiamme sono divampate intorno alle due. L’autovettura una Smart di colore grigia era di proprietà di E. A., 23 anni nota alle forze dell’ordine per reati in materia di stupefacenti e attualmente sottoposta agli arresti domiciliari. L’allarme è stato dato dagli stessi residenti del quartiere che hanno prima sentito un boato e poi hanno notato che l’autovettura era completamente in fiamme. Sul posto sono piombati i carabinieri del nucleo radiomobile di Torre Annunziata – agli ordini del maresciallo Antonio Russo – e i vigili del fuoco del comando di Castellammare di Stabia. Le fiamme sono state domate e i vigili del fuoco, seppur non rivenendo nessun innesco e nessun liquido infiammabile sono convinti che si tratta di un incendio dalle cause dolose.

Le ipotesi

I carabinieri hanno aperto un’inchiesta e interrogato subito prima la titolare dell’autovettura agli arresti domiciliari e poi la madre, 44enne di Torre Annunziata, anche lei pregiudicata con reati per stupefacenti. Entrambe hanno dichiarato di non aver mai ricevuto minacce e nè richieste estorsive. Una tesi che però non convince gli investigatori che invece battono un’altra pista: sono convinti che l’incendio faccia parte di una strategia di avvertimento maturato nell’ambito della lotta alla gestione delle piazze di spaccio. Uno scenario inquietante che riaccende così i riflettori sullo spaccio di droga. Piazze contese e che dopo le maxi retate dello Stato sono ormai rimaste senza capi e pusher. Nelle prossime ore riascolteranno nuovamente le due donne ma nel frattempo stanno cercando di ricostruire le ultime ore prima dell’incendio: non ci sono al momento immagini di videosorveglianza che possono essere utili ai carabinieri, il tratto di strada si trova nel cuore del centro storico e non ci sono nemmeno attività commerciali dotate di impianti che possono essere acquisite e utili all’attività investigativa. Non è la prima volta che le fiamme divampano divorando autovetture, l’ultima un mese fa in via Pastore e ancora prima in altre zone della città, un lungo elenco di episodi che per gli investigatori potrebbero anche essere collegati fra di loro ma sui quali, per ora, nessuno si sbilancia.

L’INCENDIO

Nella foto a lato l’auto in fiamme