Teresa Palmese

Ztl, bufera sul ticket dei bus Le ombre sulla riscossione

Ztl, bufera sul ticket dei bus  Le ombre sulla riscossione

Teresa Palmese

La querelle

La Publiparking, azienda vincitrice dell’appalto, gestisce il servizio sul territorio L’opposizione presenta un’interrogazione al sindaco: «Gli incassi non sono chiari»

Teresa PALMESE Pompei La Publiparking finisce sott’accusa. La ditta che si occupa della riscossione del ticket bus e della sosta a pagamento su aree pubbliche è argomento di un’interrogazione consiliare. Il documento porta la firma dei consiglieri di opposizione del Comune di Pompei. Robetti, Conforti, La Mura ed Esposito hanno fatto recapitare al sindaco Pietro Amitrano quella che è la quarta richiesta di chiarimenti protocollata nel giro di una settimana. L’atto è finito anche sulle scrivanie del dirigente del II settore, Eugenio Piscino, e del Prefetto di Napoli, Carmela Pagano.

L’interrogazione

L’opposizione pone all’attenzione del primo cittadino di Pompei sei quesiti circa la tariffa relativa alla Ztl, la Zona a traffico limitato partita ufficialmente lo scorso primo maggio tra polemiche e ricorsi presentati da Confesercenti, Federnoleggio e altri imprenditori convinti della necessità di cancellare il dispositivo. «Da quale data l’azienda sta operando per la riscossione del ticket bus? Quali risorse umane ha messo in campo per il controllo e quali dispositivi ha installato sul territorio come previsti dal bando?», le prime tre domande rivolte all’amministrazione di Pompei. L’opposizione chiede anche di conoscere «l’introito che la ditta ha incassato finora e quale sia l’aggio che l’azienda sta trattenendo sull’incasso effettivo». I consiglieri di minoranza concludono chiedendo spiegazioni anche circa la necessità di provvedere «alle contravvenzioni per omesso pagamento del ticket».

La querelle

Alcuni operatori turistici, che con scetticismo hanno accettato l’introduzione del ticket bus, continuano a contestare il 42% che va corrisposto come aggio alla società che gestisce il servizio, la Publiparking, come previsto dal bando di gara. Tra la stessa società e l’Ente di piazza Bartolo Longo ci sarebbe anche un contenzioso in atto, come confermato dalla delibera numero 112 del 7 giugno scorso. L’opposizione precisa che «tale aggio andava riconosciuto a fronte dei servizi e delle installazioni di disposizione che detta azienda doveva predisporre».

Il regolamento

La Ztl regola l’accesso dei veicoli più lunghi di sette metri. Nella limitazione rientrano autoveicoli, autocarri, autoarticolati e autobus h 24. In sostanza, il provvedimento consente l’ingresso e la circolazione solo ai veicoli muniti di pass, il cui rilascio è naturalmente subordinato al pagamento che può avvenire on line o direttamente al check point di piazza Falcone e Borsellini. Ottanta euro per accedere in città in alta stagione con alcune eccezioni, come gli autobus che trasportano turisti che alloggiano in hotel di Pompei.

Oltre un milione in 5 mesi

Nei primissimi cinque mesi, sono stati incassati circa un milione e mezzo di euro. Secondo le stime che risalgono allo scorso marzo, la Ztl avrebbe dovuto assicurare in previsione un milione e seicentomila euro all’anno. Un dato che sarà ampiamente superato e che aveva spinto il Comune a valutare l’ipotesi di rimodulare l’aggio. Lo scorso anno, dall’Ente fu precisato che «quando è partita la Ztl non si era certi del flusso e il calcolo nacque da dati ipotetici. Alla luce di quelli reali, è già previsto un tavolo di lavoro al quale sederà il Comune e la Publiparking che, d’altronde, s’è già dimostrata disponibile e d’accordo nella rimodulazione dell’aggio».

42% DI AGGIO

In discussione la riscossione delle entrate comunali derivanti dalla sosta a pagamento di veicoli su aree pubbliche, così come del servizio di riscossione delle entrate comunali derivanti dall’accesso a pagamento degli autobus nella zona a traffico limitato.

L’aggio versato all’Ente è del 42 per cento, considerato eccessivo.