Primo tuffo nella Via Lattea, tra due miliardi di stelle

Primo tuffo nella Via Lattea, tra due miliardi di stelle

Un tuffo senza precedenti nella Via Lattea, fra immagini in 3D e colori di quasi due miliardi di stelle e quelli di oltre 14.000 asteroidi mai visti finora: e’ possibile grazie al piu’ ricco catalogo delle stelle mai ottenuto, frutto della missione Gaia dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), alla quale l’Italia partecipa in modo importante con Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e Agenzia Spaziale Italiana (Asi). I risultati sono stati presentati a Berlino, nella mostra internazionale dell’aeronautica e dello spazio (Ila). Dopo i dati preliminari del 2016, questa e’ la seconda raccolta di risultati del satellite, lanciato nel 2013 per funzionare cinque anni ma che continuera’ probabilmente a studiare le stelle fino al 2020. Quella presentata oggi e’ senza dubbio la piu’ completa mappa in 3D di posizione, movimento e composizione chimica delle stelle, tanto che “le osservazioni raccolte da Gaia stanno ridefinendo le basi dell’astronomia”, ha detto il direttore dell’attivita’ scientifica dell’Esa, Guenther Hasinger. Il catalogo occupa ben 1,5 milioni di gigabyte, quanti ne contengono 300.000 Dvd, e l’elaborazione di questa mole di dati vede l’Italia in primo piano: al Data Processing and Analysis Consortium (Dpac), il consorzio formato da oltre 400 ricercatori che elabora i dati, l’Inaf partecipa con le strutture di Bologna, Catania, Firenze, Napoli, Padova, Roma, Teramo e Torino, e l’Asi con lo Space Science Data Center (Ssdc) e con il centro di processamento dati a Torino (Dpct) l’unico in Italia dei sei presenti in Europa. Se i dati di Gaia presentati nel settembre 2016 riguardavano due milioni di stelle, adesso comprende il calcolo della posizione di circa 1,7 miliardi di stelle; inoltre per oltre 1,3 miliardi di stelle descrive distanza, movimento e colori, per 161 milioni la temperatura, per sette milioni la velocita’ e per 76 milioni raggio e luminosita’. Dal suo punto di osservazione posto a un milione e mezzo di chilometri dalla Terra, Gaia ha classificato anche 550.000 stelle variabili e individuato 14.099 nuovi asteroidi; gli ‘occhi’ del satellite si sono anche spinti oltre la Via Lattea, catturando la luce emessa da mezzo milione di quasar, lontanissime galassie il cui centro e’ occupato da un gigantesco buco nero. “Non solo conosciamo meglio i dintorni del Sistema solare, ma iniziamo a tuffarci negli immensi spazi della Via Lattea”, ha detto Mario Lattanzi, dell’Inaf e responsabile nazionale della missione Gaia per conto dell’Inaf e dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Antonella Vallerani, dell’Inaf di Padova e vicepresidente del comitato esecutivo del Dpac, non ha dubbi che “stiamo inaugurando una nuova era in quella che potremmo definire l’archeologia stellare galattica” e per il presidente dell’Asi, Roberto Battiston, “gli straordinari risultati di questa missione sono solo un piccolo frammento delle informazioni che la scienza spaziale puo’ darci”.


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