Presunto stupro a Sara Tommasi Il prete arrestato tra i testi del pm

Presunto stupro a Sara Tommasi  Il prete arrestato tra i testi del pm

Il processo

Entra nel vivo il dibattimento sul film hard girato a Buccino contro la volontà della soubrette Don Michele Barone in aula per avallare la tesi della procura sulla violenza subita dall’attrice

Entra nel vivo il processo per il film hard a Buccino dove parte offesa risulta la soubrette Sara Tommasi, che avrebbe girato le scene porno sotto effetto di tranquillanti e droga. Contro la sua volontà. Teste della Procura il prete don Michele Barone, consigliere spirituale dell’attrice, e arrestato nel mese scorso con l’accusa di maltrattamenti e violenza sessuale. Il sacerdote era stato ascoltato in qualità di consulente spirituale della show-girl, conosciuto come “il prete dei vip”, le cui dichiarazioni però non furono messe agli atti in quanto non fu concesso il consenso da parte della difesa degli imputati. Al pm Elena Guarino in una lunga deposizione dichiarò che Sara Tommasi, nei mesi precedenti alla partecipazione del film girato nel Cilento e anche successivamente, viveva un grave disagio psico-fisico. Don Michele aveva anche ricordato un viaggio effettuato a Medjugorje con la show-girl e la mamma. Il 4 luglio dovrà tornare davanti ai giudici della terza sezione penale per confermare le accuse nei confronti degli imputati. A processo ci sono il manager Vincenzo Di Federico, gli attori Fausto Zulli e Pino Igli Papali, e il regista Max Bellocchio. Il produttore del film Giuseppe Matera è uscito dal processo con il rito abbreviato. La polizia postale di Salerno venne delegata dalla procura della Repubblica assieme ai carabinieri ad effettuare le indagini. La vicenda denunciata lo scorso anno alla Procura di Salerno risale al settembre del 2012, quando venne messo in piedi il set del film hard «Confessioni private» in un albergo di Buccino. La Tommasi denunciò di essere stata drogata e di aver dovuto subire una vera e propria violenza di gruppo in quell’ albergo dove sotto i riflettori venne girata la pellicola, che venne successivamente sequestrata dalla magistratura Salernitana. Sarebbe stata indotta sotto l’effetto della cocaina a girare scene bollenti con altri attori, nonostante la sua instabilità psicologica e le precarie condizioni fisiche. Depositato agli atti anche un video, girato prima del film porno di Buccino, nel quale sarebbe evidenziata la difficoltà psicologica della showgirl. Ma le difese del regista, del manager e degli attori incriminati avevano presentato alcune foto, scattate a Cannes in un locale per soli0 uomini, che invece attesterebbero le piene facoltà mentali della Tommasi. Ora il processo entra nella fase cruciale.

ma.me.