Morto in casa con scritta sul petto, è un rampollo di una famiglia nobile napoletana

Morto in casa con scritta sul petto, è un rampollo di una famiglia nobile napoletana

A trovarlo, privo di vita, e’ stata la madre ieri intorno alle ore 12. Nella sua stanza, nell’appartamento di famiglia in via di Villa Grazioli, una delle zone piu’ belle del quartiere Parioli a Roma, era riverso sul letto con indosso ancora il pigiama. Ha tutte le caratteristiche del giallo consumatosi nella Roma “bene” la morte di Giuseppe De Vito Piscicelli, 22 anni, rampollo di una nobile famiglia di origini napoletane imparentato alla lontana con l’imprenditore Francesco Maria De Vito Piscicelli, noto per l’intercettazione in cui la notte del terremoto all’Aquila rideva pensando ai futuri “affari”. Una fine tragica di una esistenza difficile condizionata dall’uso di sostanze stupefacenti e alcol. Una morte condita anche da un elemento inquietante: sul petto del giovane una scritta, forse fatta con del rossetto o un pennarello. “Mi hai lasciata sola, mi vendichero'”, una frase che lascia aperte molte ipotesi investigative anche se una delle piste piu’ accreditate resta quella della morte arrivata per overdose di metadone. Al momento l’unica certezza degli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Nunzia D’Elia e Mario Dovinola, e’ che il ragazzo ha trascorso la sera del 30 aprile in compagnia della fidanzata, una ventenne conosciuta in una comunita’ di recupero. La ragazza e’ stata indagata per omicidio colposo: c’e’ il sospetto che possa essere stata lei a portare il metadone nell’appartamento ai Parioli. La giovane, prima di essere indagata, e’ stata ascoltata dagli inquirenti nel tentativo di ricostruire le ultime ore di vita del ragazzo. Sommarie informazioni testimoniali raccolte a caldo, con la ragazza, anche lei ventenne, visibilmente sconvolta da quanto avvenuto. Pochi quindi gli elementi forniti a cominciare da quella scritta in rosso presente sul corpo della vittima. Risposte e chiarezza potrebbero quindi arrivare dall’esame autoptico disposto dalla Procura e affidato all’istituto di medicina legale della Sapienza. Nella delega i magistrati hanno chiesto anche una serie di accertamenti di natura tossicologica i cui risultati arriveranno nelle prossime settimane. Se l’ipotesi overdose sara’ confermata, i pm potrebbero modificare l’accusa nei confronti della ragazza e contestargli la morte come conseguenza di altro reato. Gli inquirenti dovranno anche accertare se la giovane ha lasciato l’appartamento nel cuore dei Parioli senza avvisare nessuno e senza lanciare l’allarme. Forse sconvolta dal malore del giovane, probabilmente non completamente lucida tanto da potere chiamare i soccorsi e da vergare col rossetto o con un pennarello quel messaggio disperato sul corpo del giovane probabilmente gia’ in overdose.


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