Scontro Museo della pizza a NY, Procino il manager di Manhattan: “L’arte non ha confini”

Scontro Museo della pizza a NY, Procino il manager di Manhattan: “L’arte non ha confini”

“Una polemica sterile, per mettersi in mostra. Invece di lamentarci, scendiamo dal piedistallo ed impariamo dagli americani a valorizzare quello che abbiamo”. Rosario Procino, 46 anni, ha lasciato Napoli e il quartiere del Vomero nel 2000, destinazione la Grande Mela. Ex ingegnere trasferitosi per amore, per diversi anni ha lavorato nell’area commerciale dell’Accademia Barilla di New York. Oggi gestisce insieme al pizzaiolo e chef Pasquale Cozzolino, cresciuto nei Quartieri Spagnoli, “Ribalta”, una delle pizzerie più famose nel cuore di Manhattan. Per il Timeout qui si mangia “la migliore pizza di New York” ed è così anche per gli italiani oltreoceano per cui Ribalta è diventato un punto di riferimento, tappa obbligatoria per ritrovare i sapori di casa, lontano da casa. “Non capisco perché non possa aprire un Museo della pizza a New York. Seguendo questa logica, gli Egiziani dovrebbe protestare per l’immediata chiusura al pubblico della collezione Egizia al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. La pizza viene esportata da noi napoletani in tutto il mondo, non sono i luoghi ma le persone a diffondere i valori della tradizione”. Lo sa bene Rosario che ricorda ancora quei giorni in cui lo prendevano in giro. “Mi dicevano che non sarei mai riuscito a far apprezzare la pizza napoletana negli Usa, perché qui veniva considerata flaccida, che per l’americano la fetta deve essere dritta. Ed invece sono andato avanti ed ora vi è un’esplosione di pizzerie di ispirazione napoletana”. Da Matteo Renzi a Jovanotti tanti gli italiani passati da Ribalta che è ritrovo di tifosi, essendo sede del Napoli Calcio di New York. Tra i ricordi più belli quello di Pino Daniele. “Mi disse scherzando ‘Rosa’ mo’ compro un appartamento qui sopra, così calo il panariello e tu mi metti la pizza”. Quasi 400 pizze ogni giorno, tutte con pomodorino del Piennolo e fiordilatte di Agerola, dall’Italia. “Manca il mare, ma mi ripaga un complimento bellissimo che un giorno ci fece una ragazza emigrata anche lei a New York. Mi disse col sorriso “Mannaggia a te mi hai tolto l’emozione di tornare a Napoli per mangiarla: la tua pizza mi fa sentire a casa”.

Marina Cappitti


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