De Laurentiis a Sarri, il produttore conta piu’ del regista

De Laurentiis a Sarri, il produttore conta piu’ del regista
Il presidente della SSC Napoli Aurelio de Laurentis nel corso della conferenza stampa nel centro sportivo di Castel Volturno per il rinnovo del contratto a Lorenzo Insigne fino al 2022. Castel Volturno (Caserta), 22 aprile 2017. ANSA/ CESARE ABBATE

Napoli – “Sarri? Siamo arrivati secondi anche con Mazzarri e con ingaggi che erano un terzo”. “Lo scudetto? Ci hanno tolto otto punti tra Var e arbitri”. “Vendo i big? Faccio un miliardo e il progetto Napoli continua alla grande”. E’ un De Laurentiis scatenato quello che approfitta della presentazione del ritiro estivo del Napoli a Dimaro Folgarida (10-30 luglio) per tuonare su tutti i temi a due giornate dalla fine del campionato, riconfermando il suo impegno per il futuro del club azzurro. Le risposte piu’ attese dal produttore cinematografico erano quelle sul futuro del tecnico azzurro, il cui addio potrebbe chiudere un ciclo. De Laurentiis ha spiegato di avere “un appuntamento – ha detto – la prossima settimana con Sarri”, ma non si e’ iscritto al “sarrismo” tanto di moda tra i tifosi: “Se un produttore fa davvero il produttore e’ piu’ importante del regista, ci sono registi importanti che hanno voluto fare di testa loro e hanno fatto flop”, dice, avvertendo che potrebbe ‘protestare’ il tecnico dandogli il benservito. Una posizione di potere netta che De Laurentiis rivendica sulla base dei risultati: “Il Napolicon me e’ da 9 anni in Europa – dice – e non e’ vero che gli allenatori se ne siano andati perche’ non andavano d’accordo con me. Mazzarri doveva rimanere due anni ed io l’ho trattenuto per quattro. Benitez solo una stagione e io ho esercitato l’opzione. E con loro siamo arrivati anche secondi, perche’ tutte le pedine sono importanti”. Coerenza, quindi, con la politica societaria di fronte alle garanzie sul mercato chieste dal tecnico: “Io mi auguro – aggiunge De Laurentiis – che il Napoli possa fare sempre meglio, ma i problemi non si risolvono prendendo chi costa di piu’ sul mercato. Sarri ha fatto una bella esperienza e ci ha dato grandi risultati, io mi auguro rimanga perche’ in questi anni ha fatto un salto di qualita’ e poi l’ho scelto io e i tifosi mi chiamarono cretino. Ma non posso costringerlo, sono sereno”. Il Napoli lottera’ per lo scudetto con o senza Sarri, insomma, questa la promessa del patron, che pero’ torna sul titolo sfumato e questa volta attacca il palazzo: “Se vinciamo le prossime due gare – dice – finiamo a -6 in classifica e potremo dire: ce l’avevamo o no 8 punti in piu’? E diremo ‘strunz’, come si dice a Napoli, a chi ha creato questo casino. Se ci sono stati rubati 8 punti devo dichiarare che lo scudetto era del Napoli e ce l’hanno levato. Non applicando il Var con qualche discutibile comportamento arbitrale”. Il patron azzurro non fa sconti a nessuno e attacca anche l’idea delle “seconde squadre”, a lui pure cara: “A me – dice – non sta bene una squadra in C, ma una seconda squadra dove possono giocare pure gli esuberi della prima. La serie C e’ meno allenante e pure mortificante, li’ si gioca a calci, si rischiano infortuni”. Poi conferma l’impegno sul mercato estivo, ricordando che “io rispondo a 35 milioni di tifosi del Napoli nel mondo, non solo ai 15.000 delle curve”. “Arrivera’ una punta da 20 gol – conclude – ma questo non comporta l’addio a uno tra Insigne, Mertens e Callejon” E a chi gli chiede delle voci sulla partenza dei big come Jorginho, Callejon, Mertens e Hamsik risponde ridendo: “Incasseremmo un miliardo il progetto Napoli continuera’, alla grande”.


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