Ripetitore in villa «Il commissario sveli il Piano delle Antenne»

Ripetitore in villa «Il commissario sveli il Piano delle Antenne»

Castellammare – «I Comuni devono varare il “Piano delle Antenne” e nel caso di Castellammare di Stabia è assolutamente importante capire come l’amministrazione abbia programmato l’installazione sul territorio dei ripetitori ». Il consigliere regionale Alfonso Longobardi si unisce alla protesta dei residenti del rione Spiaggia, che contestano l’installazione di un ripetitore Telecom sul tetto dell’hotel Miramare in villa comunale.«Ho incontrato i comitati di cittadini e residenti di Castellammare di Stabia, visto il possibile rischio legato all’inquinamento elettromagnetico e, quindi, l’installazione dei ripetitori della telefonia mobile va verificata in maniera scrupolosa e obiettiva – spiega Longobardi – Per questo motivo ho incontrato l’avvocato Stefano Sorvino, commissario dell’Arpac (Agenzia regionale Protezione Ambientale) e il sub-commissario ingegner Giovanni Improta. L’Arpac infatti è chiamata ad esprimere un parere tecnico obbligatorio sul ripetitore da installare a Castellammare di Stabia.Insieme ai cittadini abbiamo poi rilevato la necessità che il Comune renda noto il “Piano delle Antenne”.In tal modo si potranno verificare le azioni di programmazione previste sul territorio cittadino e valutare complessivamente e tecnicamente l’impatto sulla salute pubblica. Bisogna dissipare ogni dubbio e rassicurarei cittadini su tutti i possibili effetti che antenne e ripetitori hanno per la salute di tutti noi. In tal senso è molto opportuno istituire un tavolo tecnico tra Regione, Comuni ed Arpac in modo da verificare insieme le situazione sui vari territori. In maniera costruttiva e concreta chiediamo al commissario prefettizio comunale di rendere nota la situazione relativa agli atti amministrativi inerenti la telefonia mobile su Castellammare di Stabia. In tal modo, in totale trasparenza, tutti i cittadini possono avere contezza della situazione e conoscere le effettive ricadute sulla salute pubblica. Occorre attuare una seria programmazione, basta con l’improvvisazione che crea equivoci e non offre certezze ai cittadini che invece su temi delicati e complessi come l’inquinamento elettromagnetico vanno tutelati e rassicurati».


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